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Legge elettorale, Italicum bis. Pd pronto al no, M5S esulta

Legge elettorale, Italicum bis. Forza Italia scettica, Lega: “Legge salva Alfano”

Legge elettorale, Italicum bis. Pd pronto al no, M5S esulta

Legge elettorale, c’è un testo base: è l’Italicum bis, che scontenta un po’ tutti. Gli unici a dirsi pronti a votarlo sono i 5 Stelle. Il Pd non gradisce affatto e fa subito sapere che il voto a favore, martedi’ prossimo quando la commissione Affari costituzionali della Camera sara’ chiamata ad adottare il testo base, non e’ per nulla scontato.

Legge elettorale, Italicum bis. Forza Italia scettica, Lega: “Legge salva Alfano”

Storce il naso anche Forza Italia, che proprio dopo una riunione con Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli aveva messo nero su bianco il suo no netto alle preferenze. Non piace alla Lega, che parla di legge elettorale “salva Alfano”. Non piace a Mdp.

Legge elettorale, Italicum bis. Fotocopia dell’Italicum corretto dalla Consulta e esteso al Senato

L’Italicum bis, presentato dal relatore Andrea Mazziotti che subito ammette che il testo “rappresenta il miglior risultato nelle condizioni date”, e’ l’esatta fotocopia dell’Italicum corretto dalla Consulta e esteso al Senato, con l’unica differenza nel numero dei collegi e quindi dei capilista bloccati: alla Camera sono 100, al Senato 50. Per il resto ci sono tutti i capisaldi dell’Italicum: capilista bloccati appunto, cosa che fa infuriare un po’ tutti tranne Forza Italia; preferenze; soglia di sbarramento al 3% anche al Senato ma su base regionale; premio al partito che raggiunge almeno il 40% dei voti e non alla coalizione ma con il rischio di avere due maggioranze diverse tra Camera e Senato.

Legge elettorale, Italicum bis. I tentativi falliti del Pd

Il Pd fino all’ultimo ha tentato di spostare l’asse in commissione verso un sistema che avesse dei forti correttivi maggioritari, e ha tentato di sparigliare le carte, quando ormai era chiaro che il testo base sarebbe stato l’Italicum esteso al Senato. E oggi, dopo un vertice al Nazareno con il leader Matteo Renzi, e poi dopo un faccia a faccia con il relatore, ha ufficializzato la sua proposta: un mix tra maggioritario e proporzionale, che per i dem e’ un tedesco corretto ma in verita’ assomiglia molto di piu’ al Mattarellum corretto: 50% di collegi uninominali e 50% di proporzionale. Ma solo la Lega e i verdiniani si sono detti pronti a sostenere la proposta targata Pd: un’impresa impossibile, quindi, tanto piu’ visti i numeri e gli equilibri al Senato.

Legge elettorale, Italicum bis: l’opposizione al Pd

Da Forza Italia ai 5 Stelle, fino ai piccoli (anche se Bersani non aveva chiuso la porta, l’importante per Mdp era l’eliminazione dei capilista bloccati) tutti si sono messi di traverso alla proposta Pd, sostenendo la necessita’ di un proporzionale. Ed ecco l’Italicum bis. Ma se prima del testo base il Pd aveva garantito che non avrebbe fatto barricate, in serata il messaggio e’ ben diverso: il nostro si’ non e’ affatto scontato, si decide martedi’ all’ufficio di presidenza. E fonti dem spiegano che Matteo Renzi non ha gradito quanto successo oggi: “Grandi manovre di chi a parole chiede una legge ma non la vuole e perde tempo”. In particolare, nel mirino del leader Pd, viene ancora riferito, sarebbe finito Berlusconi. Si’, perche’ per i renziani il Cavaliere avrebbe alzato la posta di molto oggi per avere garanzie. Bisogna portarlo a scoprire le carte, e’ il ragionamento di alcuni dirigenti dem. “Berlusconi vuole un nuovo Porcellum – afferma Matteo Richetti – su questo non ci puo’ essere intesa. Non pensavamo che la Prima Repubblica tornasse cosi’ in fretta”. Insomma, la partita e’ ancora apertissima e in salita. E la vera sostanza la daranno gli emendamenti: ma certo nel Pd c’e’ il forte timore che una volta avviato l’iter dell’italicum bis poi potrebbe essere difficile bloccare la macchina. E, soprattutto, potrebbero crearsi delle strane maggioranza, tanto piu’ al Senato, che potrebbero ad esempio introdurre il premio alla coalizion