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Politica
Legge elettorale Pd, Sel e M5S votano compatti per lo spostamento alla camera

La legge elettorale continua a tenere banco nell'agenda politica. Fresco di colloquio con il Colle, questa mattina il neo segretario Pd Matteo Renzi ha fatto capire chiaramente ad Alfano che e' necessario accellerare i lavori parlamentari per superare il cosiddetto 'Consultellum', quello che rimane della legge Calderoli dopo la sentenza della Corte Costituzionale.

Da qualche settimana si sta parlando di trasferire i lavori di stesura del provvedimento alla Camera, dove una maggioranza piu' solida nei numeri consentirebbe il superamento dell'impasse. Ancora distanti le posizioni delle forze politiche: il Pd pare ancora diviso tra chi vuole andare a votare presto e chi invece punta su un Governo stabile. Ma Renzi avverte: "Va fatta e presto". Categorico il M5S, che vorrebbe si' trasferire i lavori alla Camera, ma non ne vuole sapere di una nuova legge. Fi e' schierata compattamente nel partito dell'urna, forte dei sondaggi e preoccupata che si possa chiudere la finestra di primavera (Berlusconi ha annunciato che le elezioni potrebbero tenersi in concomitanza con le europee).

Nel frattempo la commissione Affari Costituzionali del Senato ha infatti appena approvato il rinvio alla Camera, grazie al voto favorevole di Sel, Pd, e M5S. Effetto Renzi? Forse. Ma e' su questo che i detrattori del governo puntano per far saltare il banco e ritornare in gioco, magari uniti sotto al mantello di Berlusconi. Il quale, in un'intervista, agita lo spettro dell'arresto. Sarebbe un nuovo golpe, commenta.

La presidente della Camera, Laura Boldrini, e il presidente del Senato, Pietro Grasso, si incontreranno oggi alle 18 a Montecitorio per discutere dell'iter della legge elettorale. Lo rendono noto i portavoce dei presidenti delle Camere.

Quagliariello, accordo entro befana o crisi maggioranza  - "Il vero nodo e' che se un governo c'e' e ha una sua maggioranza, allora e' la maggioranza che si deve mettere d'accordo sulla legge elettorale, questo e' il vero nodo". Lo ha detto il ministro delle Riforme, Gaetano Quagliariello a Sky Tg24. Quagliariello fissa una dead line: "Nei prossimi 10-15 giorni questa maggioranza o trova un accordo su legge elettorale e sulle riforme istituzionali o va in crisi e ognuno si prendera' la sua responsabilita'.

Questa maggioranza deve presentare una sua proposta e presentarla all'opposizione, ma entro 15 giorni deve chiarirsi le idee e fare la sua proposta su legge elettorale, bicameralismo, riduzione del numero dei parlamentari. Se questo non accade - avverte Quagliariello - ne trarremo le conseguenze e diremo ai cittadini italiani di chi e' la responsabilita'. Diciamo che abbiamo tempo fino a subito dopo la Befana", ha concluso il ministro.

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