La nuova legge elettorale ha già ottenuto il via libera della Camera e arriva nell’Aula del Senato il 9 settembre. Se Palazzo Madama modificherà il testo, sarà necessario un ulteriore voto di Montecitorio prima dell’approvazione definitiva.
Legge elettorale: il 9 settembre parte l’esame al Senato
La riforma elettorale conosciuta informalmente come Stabilicum ha superato la Camera il 16 luglio con 217 voti favorevoli, 152 contrari e due astensioni. Ora manca il passaggio al Senato. L’arrivo in Aula a Palazzo Madama è previsto per mercoledì 9 settembre. Una delle questioni ancora in discussione riguarda il possibile secondo turno.
Leggi anche: Meloni: Con nuova legge elettorale niente ribaltoni, chiunque vince avrà i numeri per governare
Un emendamento presentato dal senatore di Fratelli d’Italia Marcello Pera prevede un ballottaggio nel caso in cui nessuna coalizione raggiunga il 48% in entrambe le Camere e almeno due superino il 38%. La proposta, secondo RTL 102.5, non costituisce al momento la posizione ufficiale di Fratelli d’Italia e deve essere concordata con gli alleati. Il testo uscito dalla Camera non prevede invece alcun ballottaggio.
Legge elettorale: come funzionerebbe lo Stabilicum
La riforma cancella i collegi uninominali del Rosatellum e introduce un sistema prevalentemente proporzionale con premio di maggioranza. Alla coalizione o lista che arriva prima in entrambe le Camere e raggiunge almeno il 42% dei voti vengono assegnati 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato. Il numero complessivo non può comunque superare 220 deputati e 113 senatori, esclusi gli eletti all’estero Restano le soglie del 3% per le singole liste e del 10% per le coalizioni.
Leggi anche: Legge elettorale, Boccia (Pd): La destra vuole cambiare le regole in base ai sondaggi
Il testo approvato dalla Camera mantiene le liste bloccate. Un emendamento della maggioranza per reintrodurre le preferenze è stato bocciato a Montecitorio per un solo voto, con scrutinio segreto. Anche questa parte potrebbe tornare durante l’esame al Senato. Tra le novità già approvate figura il voto dei fuorisede per chi, rispettando i requisiti previsti, vive temporaneamente in una regione diversa da quella di residenza per studio, lavoro o cure.
Legge elettorale: quando può arrivare l’approvazione definitiva
La maggioranza punta a chiudere l’iter entro la fine del 2026, in modo da evitare una modifica delle regole elettorali troppo vicina alle elezioni politiche del 2027. Il calendario dipenderà da quanto accadrà a Palazzo Madama. Se il Senato approverà esattamente il testo votato dalla Camera, la legge potrà ricevere direttamente il via libera definitivo. Se verrà modificato anche un solo articolo, il provvedimento dovrà tornare a Montecitorio Ballottaggio e preferenze sono quindi i due elementi che possono allungare maggiormente l’iter parlamentare nelle prossime settimane.


