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Politica

Il giorno dopo l'espulsione dal Movimento Cinque Stelle, la senatrice Adele Gambaro non nasconde l'amarezza per come sia andata a finire: "E' accaduto tutto molto in fretta, in una settimana. Non ho ancora capito perché sia prevalsa la linea della censura per una critica garbata che non aveva alcun intento divisivo", ha commentato la senatrice dopo il responso arrivato dalla rete.

La senatrice passerà quasi certamente al gruppo misto. "Credo di sì, non ci ho ancora pensato", dichiara a Radio Radicale. "Dopo l'espulsione credo di sì, almeno da quanto ho visto accadere al senatore Mastrangeli che è andato al misto".

"Spero almeno che la mia espulsione sia servita a trovare strade più conciliative con i dissidenti", ha aggiunto Gambaro, alludendo alle telefonate fatte ieri da Beppe Grillo a Tommaso Currò e Paola Pinna, i due deputati dissidenti e considerati tra le voci più critiche del Movimento.

I dissidenti del M5S si sono visti per un confronto in transatlantico, a Montecitorio, subito dopo i lavori dell'aula. Presenti Tommaso Currò, Paola Pinna, Tancredi Turco, Adriano Zaccagnini, Cristian Iannuzzi nonché un outsider, il senatore Roberto Cotti. Poco dopo si uniscono Walter Rizzetto, Aris Prodani e Mara Mucci. Al centro del confronto, le chiamate inattese che ieri hanno ricevuto Currò e Pinna, quest'ultima a un passo dall'espulsione.

A quanto si apprende, i malpancisti del Movimento hanno riflettuto sulla 'tregua' sancita ieri, con il giro di telefonate del leader finalizzate a placare i loro animi. Ma alcuni, nel corso del confronto in transatlantico, hanno alzato la voce, indispettiti dai toni del 'talebani' del Movimento, accusati di essere "più realisti del Re".

Mentre Tancredi Turco crede "fermamente che ora ci sarà una fase costruttiva" e lo "stop alle espulsioni" e Currò appare rasserenato, la mossa di Grillo viene così commentata dal deputato dissidente Adriano Zaccagnini: "Sono contento sia cambiato il clima, ma mi rendo conto che è successo solo perché da Grillo c'è stata una marcia indietro prima della distruzione totale ingenerata dalla sequenza di espulsioni che si andava profilando".

Ora, prosegue Zaccagnini, "sono necessarie le scuse di chi ha gettato fango e ha insultato, anche se non direttamente, altri colleghi parlamentari". Zaccagnini, in particolare, mostra disagio per le accuse di compravendita mosse da alcuni colleghi nei giorni scorsi. "E' grave che io abbia rispettato i patti non dichiarando per 10 giorni, se non su temi politici, mentre i 'talebani' hanno chiesto di scuotere l'albero e far cadere le mele marce, di rispettare le regole, ma le loro, di liberarsi degli elementi tossici. Senza che questa linea fosse mai stata concordata in assemblea".

Una situazione che ha "ingenerato un clima di psico-polizia - accusa il deputato M5S - con l'accusa, tra l'altro, di una compravendita morale e politica a cui non è mai seguita una denuncia con nomi e cognomi. Una compravendita che reputo gravissima, se ci fosse, e che non può essere usata strumentalmente per intimidire le persone scomode e fino a ieri da eliminare".

Il deputato stellato chiede "che la linea dell'assemblea venga portata fuori esclusivamente dal portavoce", in questo momento Riccardo Nuti, "e che i talebani non parlino più a titolo personale e non abbiano più l'agilità politica come non l'ho più io da 10 giorni".
 

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