La manovra contiene diverse misure che accolgono le richieste della Cisl, ma restano necessari interventi su pensioni, fisco e scuola. È la valutazione della segretaria generale del sindacato, Daniela Fumarola, che in un’intervista a Repubblica riconosce i risultati ottenuti attraverso il confronto con il governo, indicando al tempo stesso le modifiche da apportare alla legge di Bilancio. Tra gli interventi giudicati positivamente Fumarola cita il taglio dell’Irpef per il ceto medio, la conferma della detassazione all’1% sui premi di produttività della contrattazione decentrata e al 5% sugli aumenti dei contratti nazionali. E ancora, il rifinanziamento della legge sulla partecipazione, il potenziamento della Zes unica, gli sgravi per le assunzioni di giovani e donne nel Mezzogiorno, le misure per le famiglie e i congedi parentali, la tassazione al 15% delle maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e a turni e il contributo richiesto a banche, assicurazioni e società energetiche. “Sono frutti del confronto e li rivendichiamo”, afferma.
Le principali riserve riguardano però la rivalutazione delle pensioni. “Sopra i 2.447 euro lordi mensili l’assegno non recupera tutta l’inflazione, oltre i 3.059 poco più della metà. È ancora il ceto medio dei pensionati a pagare”, osserva Fumarola. Il taglio dell’Irpef, aggiunge, “non può ricadere su di loro”, anche perché “dura un anno, il sacrificio dieci”. La segretaria della Cisl contesta inoltre la cancellazione della maggiorazione delle pensioni minime in una fase di aumento dei prezzi: “La stretta va cancellata e la rivalutazione garantita”.
Sul fronte fiscale, Fumarola chiede di superare le disparità tra lavoratori dipendenti, pensionati e autonomi. “Uno sconto temporaneo per 3,2 milioni di contribuenti e uno permanente per 41mila partite Iva non stanno insieme”, sostiene, mettendo a confronto il prelievo sui redditi: “Un dipendente o pensionato arriva al 43%, un autonomo con 100mila euro di ricavi paga il 15%”. Per la leader sindacale il taglio dell’Irpef deve diventare strutturale ed essere esteso fino a 60mila euro, anche per contrastare il fiscal drag. “Il forfettario ampliato va fermato“, aggiunge.
Un capitolo specifico riguarda i giovani. Fumarola riconosce che la detassazione all’1% sugli aumenti salariali degli under 30 segue la proposta della Cisl, la cosiddetta Start tax, ma sottolinea che la misura è limitata al 2027. Gli incentivi, secondo la segretaria, dovrebbero premiare le imprese che stabilizzano i lavoratori e investono nella loro formazione. Quanto alla casa, la cedolare prevista per favorire il canone concordato, osserva, non è sufficiente a creare nuova disponibilità abitativa: servono un piano casa finanziato, il recupero degli alloggi popolari sfitti, meno agevolazioni per gli affitti brevi e risorse per il fondo affitto.
Fumarola invita anche a non sottovalutare le ragioni alla base del disagio giovanile. “Temono un futuro peggiore dei genitori: affitti insostenibili, carovita, lavori poveri, scuola trascurata”. Le violenze, precisa, sono inaccettabili, ma “ridurre tutto a ordine pubblico è miope”. Per affrontare il problema, secondo la segretaria, serve un patto tra generazioni, mentre il sindacato deve ascoltare i giovani, affidare loro responsabilità e rivendicare la formazione come diritto e salari d’ingresso più alti.
Netta la posizione sui tagli alla scuola: “Quasi settemila posti in meno tra docenti e Ata sono un errore: con meno studenti si possono avere classi più piccole e più tempo pieno”. Fumarola riconosce invece lo sforzo sul finanziamento della sanità, con il fondo sanitario che sale a 146,3 miliardi, ma avverte che l’aumento rischia di essere eroso dall’inflazione. Richiama inoltre il dato sui 5,4 milioni di persone in povertà assoluta, che non terrebbe ancora conto dei rincari di quest’anno, e chiede di rafforzare l’assegno di inclusione.
Sulla trattativa con le associazioni datoriali per un accordo sulla rappresentanza, la segretaria della Cisl esclude intese di facciata. «Non firmiamo un accordo qualunque», afferma. Sulla misurazione della rappresentanza, anche delle imprese, e sul contrasto ai contratti pirata, spiega, le posizioni sono vicine. Il nodo resta quello dei salari: il sindacato chiede una verifica annuale dell’inflazione reale, anche in caso di ritardo nel rinnovo contrattuale, e adeguamenti durante la vigenza dei contratti, secondo le regole dei singoli accordi nazionali.
Infine, sulla scelta della Cisl di non proclamare lo sciopero generale, Fumarola ribadisce che “lo sciopero è l’ultima istanza, quando il confronto si chiude”. La partita, al momento, è in Parlamento: il sindacato presenterà emendamenti a tutti i gruppi. La mobilitazione proseguirà con gli appuntamenti di “Il Patto che unisce”: a Genova il 7 novembre, a Gioia Tauro il 28 novembre e a Roma a metà dicembre. L’obiettivo, conclude Fumarola, è un nuovo patto sociale su salari, produttività, innovazione, formazione e crescita.
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