Saranno determinanti i risultati delle Europee del prossimo 9 giugno. Se FdI in Veneto avrà un solo voto in più del Carroccio, Meloni rivendicherà la guida del Veneto
Nuova sfida all’orizzonte nel Centrodestra. La strada è ancora lunga, ma dietro le quinte si prospetta un braccio di ferro tra Fratelli d’Italia e la Lega. Nel 2025 scade il mandato di Luca Zaia e il partito della presidente del Consiglio si oppone in modo netto e inequivocabile all’ipotesi di modificare la legge per consentire il terzo mandato ai presidenti di regione. Nel mirino di FdI non ci sono tanto Vincenzo De Luca e Michele Emiliano, ma proprio Zaia.
Meloni vuole la guida di una grande regione del Nord, dove al momento è totalmente assente e la Lega domina anche se i numeri elettorali dopo le Politiche sono molto diversi. Si era anche parlato di Zaia commissario europeo per l’Italia con il nuovo esecutivo Ue, al posto di Paolo Gentiloni, ma al momento da FdI smentiscono e fonti vicinissime a Meloni spiegano che “Zaia potrebbe andare a fare il commissario solo se la Lega arrivasse al 15%. Ma, comunque, il Veneto ce lo prendiamo lo stesso“. L’intenzione è chiarissima e ci sono già due possibili candidati meloniani pronti per sostituire Zaia: Elena Donazzan e Luca De Carlo sono attualmente i papabili candidati.
Siccome si vota nel 2025 saranno determinanti i risultati delle Europee del prossimo 9 giugno. Se FdI in Veneto avrà un solo voto in più del Carroccio, Meloni rivendicherà la guida del Veneto. Senza se e senza ma. E la Lega che dice? “Daremo battaglia, il Veneto è la nostra storia“, fanno sapere fonti qualificate della Lega. Certo, mancano ancora molti mesi ma nel Carroccio sono convinti che il no al terzo mandato di Fratelli d’Italia sia proprio in chiave anti-Zaia per “prendersi” il Veneto. Ma la Lega non ci sta. Vedremo i dati delle Europee e gli equilibri politici dopo il 9 giugno 2024.


