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Michele Emiliano si grillizza

Attenti al Grillo

Michele emiliano la spara grossa sui Deputati: a stipendio zero come a Cuba

Uno spettro corre per l’Europa.

Il comunismo, magari in versione post – Pd di Speranza?

No.

Il pericolo è la “grillizzazione” dei partiti e cioè il voler rincorrere Grillo e il suo populismo a tutti i costi perché si è visto che paga elettoralmente.

È un po’ -se ci si pensa- quello che è accaduto con la Tv: dapprima educativa fino agli anni ’80 del XXI secolo (grossomodo) poi sempre più prona agli ascolti forieri di pubblicità e soldi con un notevole abbassamento del livello qualitativo fino alla (cosiddetta) “tv spazzatura” inziiata storicamente da Giuliano Ferrara.

Una volta, sovieticamente, la Tv educava il popolo (ed era anche questo sbagliato) ora il popolo educa la Tv.

Lo stesso è avvenuto per i partiti e maggiormente con l’introduzione del maggioritario e del (tentativo) del bipolarismo.

L’ultima in questo senso è di Michele Emiliano.

Stipendio ai politici? Tagliamoli a zero, come a Cuba”. In questa frase detta dal candidato alle primarie Pd tutta la determinata scaltrezza del magistrato -ancora in carica- pugliese; due piccioni con una fava: il piccione populista con l’abolizione dello stipendio dei parlamentari seguito in un bell’arrosto dal piccione della sua (ri)collocazione a sinistra con la pronuncia di quella parolina magica caraibica che eccita ancora l’Arché dei militanti duri e puri e cioè Cuba, dimenticando che quello è un regime e quindi è già tanto che non vengano manganellati i “rappresentanti del popolo” (quelli sì rigorosamente non eletti!).

Emiliano sa benissimo che lo stipendio ai Parlamentari è un portato della Rivoluzione Francese è proprio dovuto ad evitare corruzione e corruttele; possiamo discutere sull’efficacia e sull’ammontare ma non sul principio.

Ma al di là di Emiliano questa della tentazione populista pare essere una soluzione diffusa per combattere il Movimento Cinque Stelle e cioè (in)seguirlo sul suo stesso campo con un evidente imbarbarimento ulteriore dei costumi pubblici.