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"La vecchia politica l'ho trovata nel Pd e nel Pdl. In quel periodo Casini non ostacolava le riforme". Lo ha detto Mario Monti ad 'Agora', ricordando i tempi in cui si alleo' con il leader centrista. Pentito della scelta? "Puo' darsi che fosse sbagliata", riconosce il Professore. E poi: "Oggi farei un bando, un'offerta per titoli e esami. Vorrei misurare la volonta' di riforma", aggiunge. Il senatore a vita ha annunciato che il 13 luglio ci sara' l'assemblea di Scelta civica e in autunno il congresso.

E' stato un tema ricorrente nel corso della sua esperienza a Palazzo Chigi e oggi Mario Monti lo ripropone frontalmente e senza giri di parole: se si parla di crescita e di sostegno all'occupazione non si puo' dimenticare, dice il leader di Scelta Civica da Agora' su Rai Tre, che "c'e' stato un dominio delle forze sociali che hanno tenuto bloccata l'economia italiana. Mi riferisco ai sindacati, soprattutto la Cgil, e anche alle organizzazioni degli imprenditori". "Le misure per il lavoro - prosegue tornando al pacchetto varato ieri da Palazzo Chigi - vanno nella direzione giusta, che e' quella di ridurre il costo del lavoro agendo sul cuneo contributivo. Pero' - rileva - mancano le misure necessarie per eliminare il disincentivo normativo all'assunzione di lavoratori con contratto di lavoro dipendente regolare".

"Ci sono due aspetti che avevamo proposto al presidente Letta ma su cui non siamo stati seguiti", spiega Monti riferendosi alla necessita' di "consentire che il rapporto di lavoro costituito oggi si possa sciogliere fra 1-2 anni, con un costo di separazione predeterminabile e di modesta identita'". "Diamo quasi l'impressione - e' l'appunto che arriva dal senatore a vita - che la disoccupazione giovanile sia colpa dell'Europa, quando invece dipende dal fatto che da 15 anni l'Italia non riesce a essere competitiva". "La responsabilita' - torna allora a dire - e' della politica, delle forze sociali e delle imprese, che predicano con abilita' maggiore di quella con cui innovano". E a proposito del suo governo, Monti osserva che "in Italia dicono che bisogna combattere il precariato. Forse c'e' una gradualita' nel farlo e forse li' c'e' stato un eccesso di ambizione da parte nostra".

"Mi sembra fuori discussione che rinviare l'aumento dell'Iva sia una necessita' per rispondere a promesse elettorali", dice Mario Monti. "Tutti ci dicono - prosegue l'ex premier - a cominciare dalla Commissione europea e dagli economisti, che le scarse risorse a disposizione dello Stato vanno utilizzate per alleggerire il costo del lavoro per lavoratori e imprese. Molto meno prioritario, per quanto apprezzabile, e' - sottolinea ancora il leader di Scelta Civica, da Agora' su Rai Tre - evitare l'aumento dell'Iva e ancora meno prioritario e' alleggerire l'Imu". "Siccome sono pagamenti di debiti elettorali, il fatto che siano un pochino rinviati, fino a quando ci sia la sicurezza della 'coperta', non e' una cosa cosi' negativa", aggiunge.

Monti dice poi che "e' merito di Berlusconi essere entrato nella procedura di disavanzo eccessivo. Poi, nella drammaticita' finanziaria dell'estate 2011, il governo dell'epoca per tranquillizzare i mercati ha ritenuto di dare prova di grande volontarismo, stabilendo di anticipare il pareggio di bilancio al 2013, in adesione alla lettera con cui la Bce dava ordini specifici ai Paesi". "Sono rimasto molto sorpreso - conclude - che il governo italiano avesse accettato quelle condizioni".

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