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Nasce “Nature Urbane” a Varese. Le città non saranno più quelle di prima

Donald Trump dopo il passaggio dell’uragano Irma ha detto di essere disponibile a rivedere il patto sul clima. Angela Merkel nella sua campagna che conclude con il voto del prossimo fine settimana ha rimesso il tema dell’ambiente al centro del progetto di sviluppo della Germania. E noi in Italia abbiamo assistito negli ultimi 10 giorni agli effetti ancora una volta dirompenti (basti pensare alla tragedia di Livorno) della gestione sempre più difficile del rapporto tra ambiente e città. Tutto questo finisce troppo spesso nella cronaca sulle emergenze climatiche e sull’organizzazione della protezione civile, ma sappiamo tutti che il problema sta in quella che già nel secolo scorso era la lotta tra urbanizzazione e natura e che il nuovo millennio doveva reinventare e non l’ha ancora saputo fare. Anzi. Nella parte finale del secolo scorso si aprì il fronte di un progetto chiamato Agenda 21 che avrebbe dovuto trasformare le città di tutto il mondo in una direzione ecosostenibile. Tante città anche italiane (e tante in tutto il mondo) hanno seguito quella strada ma più nella direzione degli esperimenti di partecipazione civica nella gestione del territorio e di nuove tecnologie per realizzarla. La stessa linea in parte doveva ed è seguita dai progetti Smart cities. Ma anche qui con la pratica non rara di finanziare sperimentazioni che poi si fermano alla fine del finanziamento.
Da una città nota già nel ‘900 come la città giardino d’Italia, Varese, arriva però una scossa del tutto nuova per togliere il tema del rapporto tra città e ambiente dall’agenda delle emergenze e delle sperimentazioni e metterlo definitivamente tra le prime 5 priorità della svolta che bisogna dare nel mondo, in Europa e prima di tutto in Italia al rilancio della qualità della vita, dello sviluppo economico e della sicurezza nelle città. Questa scossa di chiama “Nature Urbane” ed è la prima edizione del Festival del Paesaggio che inizia il 29 settembre e finisce l’8 ottobre. Dieci giorni fortemente voluti dal Sindaco Davide Galimberti e costruiti tutti dalla squadra del Comune di Varese, a cominciare dall’Assessore Roberto Cecchi (già sottosegretario ai beni culturali del Governo Monti) e dal vicesindaco Daniele Zanzi (botanico noto in tutta Italia e ben oltre), ma insieme a tutta la Giunta e al personale dell’amministrazione. Per la prima volta il tema della relazione tra sviluppo urbano e natura, che a Milano ha nel Bosco verticale realizzato da Stefano Boeri un esempio illuminante, si mette al centro di un grande evento nazionale e internazionale e lo si fa per dettare una nuova agenda alla politica italiana e europea nel pieno del dibattito globale e europeo sul tema e a pochi mesi dalle elezioni regionali Lombarde (e in altre importanti regioni come il Lazio) e dalle elezioni politiche. Varese diventa dunque il punto di riferimento di una nuova prospettiva di sviluppo delle città con un appuntamento fisso che quest’anno comincia con tanti incontri con personalità nazionali e internazionali di rilievo e con un programma di spettacoli straordinario.  Un programma che include anche e soprattutto un palinsesto di visite esperienziali nei parchi delle ville private e nei giardini pubblici della “città giardino” e di tante opportunità di percorsi tra ambiente e città che possono consentire di provare con mano cosa significa una gestione equilibrata del rapporto tra urbanizzazione e natura. Insomma dal 29 settembre da Varese arriva un messaggio con cui le città non saranno più quelle di una volta.
Per tutte le informazioni e gli approfondimenti su Nature Urbane a Varese www.natureurbane.it.