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“Nessuno minerà il cammino di Conte. Ora ci pensa la Dc ad aiutare Salvini…”

Intervista al democristiano Gianfranco Rotondi

“Nessuno minerà il cammino di Conte. Ora ci pensa la Dc ad aiutare Salvini…”
Salvini, Rotondi (DC): “Noi con il Papa, lui vuole esserlo”
Intervista di Affaritaliani.it a Gianfranco Rotondi sul convegno della Fondazione DC che si terrà a Saint Vincent dal 9 all’11 ottobre e il cui tema è “Laudato si: la politica cristiana dal bianco al verde”

Intervista a Gianfranco Rotondi sul convegno della Fondazione DC che si terrà a Saint Vincent dal 9 all’11 ottobre e il cui tema è “Laudato si: la politica cristiana dal bianco al verde”

Quali sono gli obiettivi del convegno della Fondazione DC?
“La Dc si è ricostituita come fondazione, sul modello delle grandi fondazioni americane capaci di orientare la politica senza farla direttamente. Quest’anno il tema è l’enciclica di Francesco sulla difesa del creato, il terreno ideale per una nuova stagione di dialogo tra laici e cattolici”.

La presenza di Giuseppe Conte e di Silvio Berlusconi che cosa significa?
“La Dc è per sua natura trasversale e dialogante. Silvio Berlusconi è l’amico di sempre grazie al quale la Dc è tornata in Parlamento e al governo nella seconda repubblica. Conte è il premier che ha ‘sdoganato’ il cattolicesimo democratico facendone non più solo un giacimento culturale ma energia e linfa possibile di una nuova stagione politiche che egli ha battezzato, mutuandola da Scoppola, ‘la democrazia dei cristiani’.

Pensa che nel nome della Democrazia Cristiana Conte e Berlusconi possano ricercare un dialogo o addirittura un’alleanza?
“Noi siamo un salotto culturale, facciamo dialogare, seppure a distanza causa del Covid. Intanto Conte è l’unico premier della seconda repubblica che ha espresso un rispetto sostanziale per Berlusconi, anche più di altri premier che Silvio ha sostenuto”.

Come valuta la situazione politica dopo la tornata elettorale? Governo più forte nonostante le spaccature nel Movimento 5 Stelle?
“La ragione sociale dei Cinquestelle è la durata della legislatura: possono dividersi, ma nessuno minerà il cammino di Conte, anche perché è chiaro a tutti che non ci sarà un altro premier in questa legislatura”.

Nel Centrodestra la stella di Matteo Salvini è cadente? Fratelli d’Italia supererà la Lega?
“Ho sempre contrastato Salvini per le idee malsane che ha sostenuto in materia di migrazione, liberando energie reazionarie che la Dc prima e Berlusconi poi hanno tenuto sotto controllo. Matteo invece ha carezzato il pelo alla bestia reazionaria e ne è stato travolto: senza radicali cambiamenti, non vincerà mai più. Fortunatamente per lui lo sta capendo, e la Dc è pronta ad aiutarlo nella correzione. Con la stessa lealtà con cui lo abbiamo contrastato a viso aperto”.

La Lega entrerà nel Ppe come ha auspicato Giancarlo Giorgetti?
“Non è necessario. La Meloni, ad esempio, non lo ha fatto, ma in Europa conta infinitamente più di Salvini. E sul lungo periodo questo fattore influenzerà anche la politica italiana”.

Il duo Giovanni Toti-Mara Carfagna potrebbe davvero costruire una forza moderata ed europeista del Centrodestra?
“La storia è piena di protagonisti che si sono proposti di ricostruire il Centro e lo hanno spaccato sempre di più. Sconsiglierei a Giovanni e Mara questa strada, che peraltro loro stessi escludono”.

Vista la svolta proporzionale, è ipotizzabile un centro da Toti e Carfagna a Renzi, Calenda e Rotondi? Quanto potrebbe prendere alle elezioni?
“Io sono e resto un mobile dell’arredamento berlusconiano, magari un po’ pregiato, perché inizio a invecchiare. Non mi muovo da qui. Ma da qui sto lavorando per costruire il primo partito italiano, e ve ne farò vedere delle belle. Sia che ci riesca, sia che no”.