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No Tav, FdI dichiara guerra ai violenti con una nuova proposta di legge. Malan: “Dalla sinistra zero solidarietà per le Forze dell’Ordine”

Presentata oggi presso la Sala Tatarella di Palazzo dei Gruppi della Camera dei deputati la proposta di legge sull’associazione a delinquere per chi organizza devastazioni e aggressioni alle forze dell’ordine.

No Tav, FdI dichiara guerra ai violenti con una nuova proposta di legge. Malan: “Dalla sinistra zero solidarietà per le Forze dell’Ordine”

No Tav, FdI presenta la proposta di legge sull’associazione a delinquere per chi devasta e aggredisce gli agenti

Un nuovo reato per colpire chi organizza e partecipa alle violenze di piazza. È la proposta di legge presentata da Fratelli d’Italia dopo gli scontri avvenuti a Bologna e in Val di Susa, con l’obiettivo dichiarato di colmare quello che il partito definisce un “vuoto normativo” emerso in diversi procedimenti giudiziari.

A illustrare l’iniziativa sono stati il presidente dei senatori di FdI Lucio Malan, il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami, il deputato Francesco Filini, la vicepresidente della Camera Augusta Montaruli, il senatore Raffaele Speranzon e la deputata Sara Kelany. “Scene terribili in Val di Susa e, prima ancora, a Bologna, con devastazioni e attacchi alle forze dell’ordine.

Oltre alla solidarietà nei confronti degli agenti, serve uno strumento in più per prevenire e reprimere questi assalti organizzati”, ha detto Malan, che parlando ad Affaritaliani a margine della presentazione della proposta ha lamentato il mancato supporto da parte delle opposizioni. “Il tema – sottolinea il senatore – dovrebbe essere bipartisan”.

Sulla stessa linea Bignami, che ha ribadito la linea della maggioranza sul tema della sicurezza: “tolleranza zero” verso chi usa le piazze come terreno di scontro. Per il capogruppo di FdI alla Camera, la nuova proposta punta a colpire il livello organizzativo della violenza, superando la difficoltà di individuare responsabilità individuali nei grandi disordini di piazza. La distinzione, ha spiegato, resta tra chi esercita legittimamente il diritto di manifestare e chi invece sfrutta i cortei per mettere in atto aggressioni, devastazioni e attacchi alle forze dell’ordine.

Il nuovo reato

Nel dettaglio, la proposta introduce una fattispecie associativa specifica per chi si organizza allo scopo di commettere determinati reati durante manifestazioni e azioni di piazza. Come ha spiegato Filini, il provvedimento non crea nuovi reati-fine, ma si affianca a quelli già previsti dal Codice penale.

Tra questi figurano la violenza o minaccia a pubblico ufficiale, la resistenza a pubblico ufficiale, le relative aggravanti, devastazione e saccheggio, attentato a impianti di pubblica utilità, diffusione di notizie false idonee a turbare l’ordine pubblico, attentati alla sicurezza dei trasporti, lesioni e danneggiamento. “Chi commette questi reati nell’ambito di un’organizzazione risponderà anche del nuovo reato associativo”, ha spiegato Filini, sottolineando che la proposta nasce dalla volontà di evitare il ripetersi di quanto accaduto a Bologna e in Val di Susa.

Leggi anche: I No Tav non si fermano, annunciato un nuovo “campeggio di lotta”. Montaruli (Fdi) ad Affaritaliani: “Tolleranza zero per i violenti”- VIDEO

“Colmare un vuoto emerso nei processi”

Montaruli ha evidenziato come l’intervento legislativo sia nato anche dall’esperienza maturata nelle aule giudiziarie. “Esistono processi nei quali le Procure hanno contestato l’associazione per delinquere senza trovare riscontro in sede giudiziaria. Per questo riteniamo necessario fornire un ulteriore strumento ai magistrati”, ha dichiarato.

La deputata ha poi puntato il dito contro la componente più radicale del movimento No Tav, sostenendo che esista una “frangia violenta” che rivendica sistematicamente determinate azioni e richiamando anche il prossimo “campeggio di lotta” annunciato in Val di Susa.

Per Speranzon è necessario evitare che “continuino a esistere sacche di impunità inaccettabili”. Il senatore ha ribadito la distinzione tra il diritto costituzionale a manifestare e gli episodi di violenza. “I violenti prendono la scena, aggrediscono le forze dell’ordine, devastano e saccheggiano con l’obiettivo di destabilizzare l’ordinamento democratico”, ha affermato, auspicando un sostegno parlamentare trasversale al provvedimento. “Chi sostiene che vadano distinti i manifestanti pacifici da chi si infiltra per creare disordini potrà dimostrarlo votando questa proposta”.

La novità: puniti anche i fiancheggiatori

Kelany ha spiegato che la principale innovazione consiste nel superare gli elementi di stabilità e gerarchia che la giurisprudenza ha finora ritenuto necessari per contestare l’associazione per delinquere nei contesti di manifestazione. Secondo la deputata, sarà sufficiente che tre o più persone si associno per commettere i cosiddetti “reati-fine“, come devastazioni, saccheggi, lesioni e danneggiamenti.

La proposta introduce inoltre un reato “satellite”, che punisce anche chi fornisce supporto logistico all’organizzazione, mettendo a disposizione vitto, alloggio o altri strumenti funzionali alla commissione dei reati. L’obiettivo dichiarato da Fratelli d’Italia è quello di rafforzare gli strumenti investigativi e repressivi contro le violenze organizzate durante le manifestazioni, distinguendo, secondo i promotori, il diritto di protesta dalle azioni di chi trasforma i cortei in scontri di piazza.

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