Che cosa sta succedendo nel M5S dopo il brutto risultato delle elezioni regionali? Chi comanda? E’ davvero una ‘guerra per bande’ come scrivono i giornali visto anche il rinvio degli stati generali?
“Un Movimento è di per sé una struttura che ha la finalità di aggregare i cittadini su ideali su progetti di cambiamento. È quello che è accaduto in modo straordinario ed imprevisto fino a marzo del 2018 quando quasi 12 milioni di persone hanno deciso di votare per il M5S riconoscendosi nei sui valori e nella sua promessa di cambiamento. Da quel momento in poi le cose sono cambiate davvero perché i cittadini italiani si sono resi conto che le promesse per essere realizzate devono poggiare sulle gambe di uomini e donne che, pur con la massima buona volontà, si devono scontrare giornalmente con una burocrazia strutturata e con forze politiche di opposizione che guardano esclusivamente ad interessi di parte. A questo si deve aggiungere la più spietata e pervicace aggressione che si sia mai vista da parte dei mass media che hanno iniziato una campagna di costante smantellamento mediatico del Movimento. Oggi le uniche bande che riconosco sono le lobby che giornalmente aggrediscono il Movimento cercando di metterne in evidenza esclusivamente gli aspetti più fragili che sono quelli legati ad una struttura giovane e che deve ancora consolidarsi nei territori”.
Pensa che alle prossime Regionali di primavera il M5S debba allearsi con il Pd o sarebbe meglio confermare la corsa solitaria come in Emilia Romagna e in Calabria?
“Non credo che per il bene di questo Paese si debba ancora parlare di alleanze ma di obiettivi da raggiungere. Li abbiamo chiari? Se sì bisogna lavorare per raggiungerli. Questo prescinde dall’appartenenza a questo partito o a quel Movimento. Prima dobbiamo metterci d’accordo sulle priorità. Poi viene tutto il resto”.
Che cosa pensa della richiesta del Pd di svolta nel governo? Non stanno cercando di mettere in ombra il M5S?
“Il Pd ha compreso che il rischio di un governo della destra potrebbe destabilizzare gravemente l’Italia e per questo ha deciso di rimettere in discussione la propria struttura. Lo stesso stiamo facendo noi del Movimento preparandoci a dare all’Italia un governo stabile e produttivo per i prossimi tre anni”.
Il premier Giuseppe Conte, sponsor del fronte progressista, non è troppo spostato sulle posizioni del Pd?
“Il Presidente Conte ha a cuore il futuro degli italiani e vuole lavorare con le forze che in quel futuro credono a condizione che si parta da una riconversione ambientalista che sia sostenuta da una finanza amica e al servizio della gente. Le forze di sinistra e il Movimento sono sulla stessa linea”.
Alessandro Di Battista, Vito Crimi, Paola Taverna o un ritorno di Luigi Di Maio. Chi sarebbe secondo lei a questo punto il capo politico ideale per il M5S?
“Il miglior capo politico del futuro sono i cittadini che bisogna ascoltare di più”.


