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Palazzi & potere
Fabio Fazio, pazzesco contrattacco di Matteo Salvini: tutte le novità

La Lega, rivela Dagospia, ha appena depositato in Parlamento la risoluzione per tagliare gli stipendi dei dirigenti e degli artisti della Rai. Il testo, che Dagospia è in grado di mostrarvi integralmente impegna la Rai, "entro tre mesi", a verificare gli stipendi dei dirigenti non giornalisti per "eliminare sperequazioni retributive", con la possibilita' anche di porre termine ad alcuni contratti. Per quanto riguarda gli artisti, si impegna la Rai a fissare un "tetto retributivo" e prevedere una parte di retribuzione variabile rapportata agli ascolti e alla pubblicita'.

 

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Risoluzione sul trattamento retributivo del personale dirigenziale non giornalistico della RAI

Premesso che:

- l’articolo 1 della legge 14 aprile 1975, n. 103, e 49, comma 12-ter, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 (Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici) attribuiscono alla Commissione funzioni di indirizzo generale e di vigilanza dei servizi pubblici radiotelevisivi;

FABIO FAZIO

- l’articolo 14 del Regolamento interno stabilisce che essa esercita i poteri e le funzioni che le sono attribuiti dalla legge, adottando, quando occorra, risoluzioni contenenti direttive per la società concessionaria;

- il rapporto di lavoro tra la Rai e il suo personale dirigenziale non gironalistico è – allo stato – regolato dal Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) Dirigenti di aziende produttrici di beni e servizi, stipulato il 30 dicembre 2014, con scadenza 30 dicembre 2018, e dal relativo accordo integrativo RAI-ADRAI 2017-2019;

- ai sensi del comma 12-bis dell’art. 49 del testo unico di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, ai componenti degli organi di amministrazione e controllo della RAI, ad eccezione dell'amministratore delegato, si applica il “tetto” retributivo, pari a 240 mila euro, fissato dall'art. 23-bis, commi 5-bis e 5-ter, del decreto-legge n. 201 del 2011 e dall’art. 13 del decreto-legge n. 66 del 2014;

considerato che:

- per effetto di quanto disposto dal summenzionato CCNL “Dirigenti”, il personale dirigenziale della RAI gode di un trattamento economico, parametrato – per il c.d. trattamento minimo complessivo di garanzia – sulla anzianità di servizio;

- la prassi interna alla Rai visto elargire al personale dirigente non giornalistico, nominato temporalmente a ruoli apicali (es. direttore di re), importanti incrementi di stipendio non sotto forma di “indennità di funzione” bensì come aumenti definitivi che permangono anche dopo il venir meno della funzione apicale rivestita;

- in ragione del predetto trattamento economico e della prassi di cui sopra, molte unità di personale dirigenziale non giornalistico arrivano a percepire una retribuzione annua lorda pari o prossima a quella degli organi di vertice, ai quali si applica il citato “tetto” retributivo pari a 240 mila euro;

- in molti casi, tali retribuzioni non risultano nemmeno più adeguate alla tipologia di incarico ricoperto e/o all’esperienza e ai titoli posseduti, oltreché essere del tutto slegate da una reale valutazione di merito circa la performance in relazione agli obiettivi perseguiti nell’anno di riferimento;

- ai sensi della parte sesta del citato CCNL “Dirigenti” il rapporto di lavoro tra la RAI e il suo personale dirigenziale non giornalistico può essere oggetto di risoluzione anticipata da parte del datore di lavoro, a condizione che siano rispettati i termini di preavviso previsti;

impegna la Società concessionaria:

- a valutare l’opportunità di rivedere, in vista della nuova contrattazione collettiva e al fine di eliminare sperequazioni retributive e pertanto conseguire una migliore allocazione delle risorse disponibili derivanti dal canone di abbonamento, i parametri che regolano il trattamento retributivo del personale dirigenziale non giornalistico, prevedendo dei meccanismi di remunerazione basati prevalentemente:

o sui risultati conseguiti rispetto a target personali annuali che siano chiari e in linea con gli obiettivi aziendali, al fine di premiare il merito;

o sulla rilevanza dell’incarico ricoperto, tramite il meccanismo dell’indennità di funzione, così da rapportare costantemente ruolo ricoperto e retribuzione percepita;

- ad effettuare – entro tre mesi dall’approvazione della presente risoluzione –:

o una completa ricognizione dei dirigenti non giornalistici in servizio, in cui sia dato conto del ruolo ricoperto e della performance dell’ultimo triennio;

 

o un confronto tra l’organico attuale di dirigenti non giornalistici rispetto all’organico previsto dal nuovo assetto organizzativo di cui al nuovo piano industriale;

- a considerare seriamente l’ipotesi di risoluzione contrattuale nel caso di dirigenti i cui ruoli non siano previsti dal nuovo assetto organizzativo e/o la cui retribuzione non trovi un valido fondamento nella performance e/o nelle responsabilità assunte nei confronti dell’Azienda;

- con riferimento ai i contratti sottoscritti con gli artisti, e nei limiti della autonomia contrattuale:

o a fissare un “tetto retributivo” conforme esigenze aziendali e di mercato;

o a prevedere dei meccanismi di retribuzione di parte variabile rapportati ai risultati di ascolto e pubblicitari ottenuti;

o ad assicurarsi idonee garanzie atte a modificare le clausole contrattuali relative ai compensi, al verificarsi di specifiche e predeterminate circostanze, in specie nell’ipotesi di contratti pluriennali;

- a considerare – in vista di una eventuale modifica del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici e al fine di potenziare la funzione di controllo di Codesta Commissione – l’opportunità di informare la stessa Commissione di vigilanza circa qualunque contratto sottoscritto o in via di sottoscrizione di importo pari o superiore a 1.000.000 euro su base annuale o pluriennale;

 

CAPITANIO

BERGESIO

COIN

FUSCO

IEZZI

PERGREFFI

TIRAMANI

 

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