Palazzi & potere
Le riforme non sono perfette ma l'immobilismo sarebbe peggio

La lettura dell'intervista rilasciata dall'ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema al Corriere della Sera mostra come certi protagonisti politici del passato abbiano nostalgia dei tempi in cui i governi si facevano e disfacevano, in cui si parlava per anni di riforme istituzionali senza mai realizzarle, in cui era più importante il proprio partito che il Paese. Insomma, tutte le ragioni che hanno condotto l’Italia alla gravissima crisi economica e finanziaria del 2011. Anni di immobilismo e di inconcludenza, soprattutto in materia di riforme economiche e sociali, hanno fatto perdere all’Italia più di un decennio di crescita e modernizzazione potenziale. E ora, D’Alema ci propone sostanzialmente di tornare a quello? In alcune cose, mi si perdoni il paragone, D’Alema ricorda Jep Gambardella, il protagonista del capolavoro La Grande Bellezza: lui non vorrebbe solo il potere di fare un governo, vorrebbe il potere di farlo fallire. Il fallimento altrui – quello di Renzi, per quanto riguarda D’Alema - come cifra del proprio successo, insomma. E il benessere degli italiani? E l’Italia? Tutto passa in secondo o in terzo piano, rispetto alla conquista del potere nel partito. La verità è che queste manovre di “riposizionamento” hanno un unico grande beneficiario: il M5S, che del caos istituzionale e politico trae oggettivamente linfa vitale.
Di fronte a noi, nei prossimi mesi, abbiamo un bivio: approvare definitivamente le riforme istituzionali faticosamente emanate in Parlamento per migliorare, semplificare e modernizzare la democrazia italiana, oppure tornare alla stagione del dalemismo, dei cento partiti, dei ribaltoni, dei patti mutevoli, dei governi instabili. Le riforme non sono perfette (la legge elettorale, ad esempio, può essere ancora migliorata), ma l’immobilismo sarebbe un esito fatale per l’Italia, soprattutto in una fase storica attraversato da tanti gravi rischi sistemici: dal futuro incerto dell'Unione Europea alla instabilità del Medio Oriente, dalla lotta al terrorismo islamista fino alle grandi sfide di una demografia avversa. C'è tutto questo a cui pensare, non c'è tempo da perdere con il caro vecchio teatrino politico. D’Alema se ne farà una ragione.
Gianfranco Librandi
