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Pancho Pardi, ovvero il ‘pasionario’ girotondino bussa a quattrini

La Cassazione ha dato il via libera al referendum confermativo sulle riforme costituzionali

Ieri la Cassazione ha dato il via libera al referendum confermativo sulle riforme costituzionali; ora la palla passa al Capo dello Stato che mediante un apposito decreto dovrà indire il referendum e a quel punto il governo dovrà proporre una data –una domenica- compresa tra il cinquantesimo e il settantesimo giorno a far data dal decreto stesso.

In ambienti vicini al premier girano due, tre date: il 20 o il 27 novembre oppure il 4 dicembre.

Nel frattempo inizia la guerra dei comitati pro e contro.

Il fatto che i “comitati per il sì” di fede renziana abbiano ottenuto 550.000 firme, superando il numero necessario, mentre i “comitati per il no” non le abbiamo raggiunte ha scatenato le opposizioni che accusano Renzi e il Pd di “rimborsismo”, malattia temutissima dalla nuova classe politica.

Infatti i “Comitati per il Sì” avranno 500.000 euro e a quelli per il “No” nulla.

In questo clima di strisciante delusione è riemerso Pancho Pardi che è un professore universitario di urbanistica, passione e lavoro condivisa con il padre (un po’ come Piero Angela con il figlio Alberto), che “si fa” tutti i movimenti alternativi ed antagonisti che sorgono, come funghi, in Italia. Iniziò negli anni ’60 addirittura del XX secolo e proseguì la sua carriera di “contestatore” del sistema pur essendone ben ancorato, appunto come professore associato all’Università dove il padre era un famoso professore di etologia.

Approdò in Parlamento grazie all’ Italia dei Valori di Antonio Di Pietro che fu ammaliato (come spesso gli accadeva) dalla possibilità di prendere voti; accadde, ad esempio, anche con Stefano Pedica e Sergio De Gregorio.

Nel 2002 fu tra i promotori dei “girotondi” che videro nel regista Nanni Moretti l’ispiratore ed in riviste sempre pronte ad infiammarsi contro il “sistema” come Micromedia di Paolo Flores D’Arcais (curiosamente edito da un ipercapitalista supersistema come Carlo De Benedetti) il necessario supporto mediatico.

Nel 2008 fu eletto Senatore e così l’ex ragazzo di Potere Operaio ebbe la possibilità di farsi valere nelle aule della Repubblica.

Pardi ora è un po’ amareggiato sia per il mancato raggiungimento delle firme ed ancora di più per il mancato raggiungimento dei denari di rimborso e protesta contro la “mancanza di informazione sul No” e comunque autotassandosi hanno raggiunto 100.000 € contro gli 88.100 € di Renzi; un po’ come faceva da giovane con Potere Operaio; solo che ora è passato un bel po’ di tempo e l’odiato potere è stato alla fine conquistato e quindi a criticarlo di continuo si rischia di apparire, come dire, radical – chic.