Sulle note dell’inno di Mameli, che mette sempre d’accordo tutti, e con un doveroso saluto al neo eletto Presidente della Repubblica Mattarella, è nata Italia Unica, il partito di Corrado Passera.
In un giorno particolare per il Paese, mentre nelle sedi dei partiti al potere si esalta o si rassegnano dimissioni, all’Hotel Cavalieri di Roma, davanti a più di 3.000 tra delegati e simpatizzanti, c’è chi crede che la politica va cambiata. Della serie non bastano i tweet, i selfie, le slide, l’arroganza dei palazzi romani più interessanti ai giochi di potere che agli interessi veri dei cittadini.
Ecco allora che lo slogan che ne esce e “La rivoluzione è possibile”. Una rivoluzione che unisce i partecipanti all’assemblea costitutiva di Italia Unica. Ci sono tanti giovani che non si riconoscono nel PD rampante di Renzi, imprenditori, professionisti ex forzisti, ex NDC, donne non solo manager ma cittadine, mamme, moglie, alle prese con i problemi quotidiani, con la disoccupazione femminile e le fragili politiche a sostegno della famiglia.
Chi pensava di trovare un parterre ingessato di banchieri in stile Confindustria, ha perso la scommessa. I protagonisti sono i cittadini. Alcuni amministratori locali, piccoli e medi imprenditori, pensionati. Sobrietà, ottimismo in un futuro migliore, voglia di rinnovamento, di rimettersi in gioco. Fare paragoni è inutile. Niente one-man show, protagonismi, giovani donne avvenenti sul palco, niente discorsi da rottamatori, scenografie e musiche di tendenza. Ora la vera sfida sarà quella di conquistare il cuore della gente, di arrivare dritto a quella larga fetta di elettori del partito dell’astensionismo. Ci vuole carisma per farlo, e un linguaggio che parli ai cittadini, tutti. Nessuno escluso. Le premesse ci sono, almeno a leggere il programma. Ma si sa che tra il dire e il fare…
Debora Gandini
