Quattro anni di governo Meloni, un’economia che fatica a ripartire e una pressione fiscale che, secondo Giuseppe Conte, ha raggiunto livelli insostenibili. Il presidente del Movimento 5 Stelle torna ad attaccare la politica economica del governo e rilancia la propria ricetta: ridurre il peso delle tasse su famiglie, lavoratori e imprese, sostenere il potere d’acquisto e rimettere al centro gli investimenti produttivi. “Veniamo da quattro anni di governo Meloni che hanno portato il Paese al crollo della produzione industriale, del Pil, alla stagnazione economica e a una pressione fiscale asfissiante, a livello record negli ultimi dieci anni, pari al 43,5% del Pil”, osserva Conte in un’intervista al Sole 24 Ore.
“La nostra priorità è invertire questa rotta: meno tasse sul lavoro e sulle imprese, più investimenti, crescita economica e giustizia fiscale”, spiega l’ex presidente del Consiglio. L’obiettivo, precisa, è redistribuire la ricchezza senza penalizzare chi produce, investe e crea occupazione.
La proposta fiscale: dalla scala mobile alla no tax area a 20mila euro
Il primo terreno di intervento è quello fiscale. Conte annuncia un piano articolato su più fronti, a partire dal ceto medio, per il quale il Movimento propone una sorta di “scala mobile fiscale”: un meccanismo che adegui scaglioni Irpef, deduzioni e detrazioni all’inflazione, contrastando così il cosiddetto fiscal drag, ovvero l’aumento della pressione fiscale che può derivare dall’incremento nominale dei redditi. Per le fasce economicamente più fragili, invece, la proposta è estendere la no tax area fino a 20mila euro. Sul fronte delle imprese, il M5S punta a un recupero massiccio dei crediti d’imposta per incentivare gli investimenti e sostenere la competitività del sistema produttivo.
La redistribuzione fiscale, nelle intenzioni di Conte, dovrà inoltre coinvolgere i grandi patrimoni finanziari, senza però toccare il risparmio ordinario delle famiglie né il capitale produttivo delle aziende. “Vogliamo sì chiedere un contributo maggiore a chi detiene grandi ricchezze finanziarie, ma senza colpire il risparmio ordinario delle famiglie e, soprattutto, senza intaccare il capitale produttivo delle imprese e il lavoro”. Il leader pentastellato insiste sulla necessità di superare la logica degli interventi temporanei. “Non semplici bonus, ma misure strutturali, finanziate con coperture certe e verificabili”, sottolinea. La strategia economica del Movimento viene così ricondotta a tre direttrici: redistribuzione fiscale, investimenti produttivi e crescita dell’occupazione di qualità.
Nel programma di Conte trova spazio anche una nuova versione del Reddito di cittadinanza. Il cosiddetto “Reddito 2.0” dovrebbe recuperare la natura universalistica della misura, superando la distinzione rigida tra occupabili e non occupabili introdotta dall’attuale governo.
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