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Politica


@AlbertoMaggi74

lega maroni 1

"Qui c'è un governo forte e stabile, abbiamo bisogno di un governo forte e stabile anche a Roma". Parola di Roberto Maroni, durante la cerimonia di passaggio di consegna con Roberto Formigoni, a Palazzo Lombardia. "Mi auguro che nasca presto, a Roma, un governo, perché il governo attuale non ha pieni poteri, non è un interlocutore al cento per cento e noi abbiamo di un interlocutore", ha proseguito il neo governatore lombardo e segretario federale della Lega Nord. In questa affermazione c'è tutto il senso del pragmatismo del leader del Carroccio. Lombardia, Veneto e Piemonte attendono risposte dai governatori leghisti e senza un esecutivo a Roma si blocca tutto. Compresa la cassa integrazione per le aziende in crisi.

Da qui il ragionamento di Maroni che ha portato a tessere dietro le quinte il filo del dialogo con il Partito Democratico: in sostanza, la Lega è pronta a mettere a disposizione i suoi 17 senatori per sostenere dall'esterno il possibile governo Bersani in cambio di un accordo su pochi punti chiave. Non solo. Le trattative - secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it - sarebbero già a buon punto. In cima alle priorità della Lega e sulle quali Bersani è disponibile c'è l'allentamento del patto di stabilità interno, introducendo la clausola "per i comuni virtuosi" (che sono quasi tutti al Nord). In questo modo le amministrazioni locali avrebbero i fondi per tornare a investire in opere pubbliche. Si tratta di una priorità per il Carroccio al fine di dare risposte ai cittadini sul territorio. C'è poi il capitolo dello sblocco dei pagamenti alle aziende da parte della Pubblica Amministrazione. La proposta di Bersani è quella di restituire questi soldi attraverso un piano di distribuzione di 50 miliardi di euro di Bot in cinque anni.

Si passa poi a un impegno nei confronti dell'Unione europea per trasformare la Banca Centrale Europea in prestatore di ultima istanza, facilitando così il credito per imprese e famiglie. Occhio di riguardo infine per i pensionati (restituzione dell'adeguamento all'inflazione) e possibile intervento per ridurre il peso dell'Irap (tema molto caro a Maroni) in particolare per le piccole e medie aziende. Fin qui i punti concreti sui quali si è trattato finora. Sta di fatto che politicamente La Lega non è preoccupata di eventuali ripercussioni sulle giunte del Nord, in quanto il Pdl sarebbe già stato avvertito di questa possibilità. Infine, ovviamente, tutto dipende dall'atteggiamento in Aula di Monti e del Centro. Al Pd, oltre al Carroccio, servono i voti dei senatori di Scelta Civica, particolarmente divisi (si parla di una riunione in cui si sentivano le urla dal corridoio) dopo la scelta di votare scheda bianca per l'elezione dei presidenti di Camera e Senato.
 

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