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Lucio Presta è stato imposto da Lotti. Ma a Cosenza il Pd è nel caos

Di Pietro Mancini – Gli intrighi. Partiti sotto tutela – Cosentini prigionieri di un Dio Minore?

 

Don Lucio Presta, per inseguire un sogno personale, un legittimo desiderio, per vivere un’emozione, non avendo bontà sua il problema di come tirare la giornata, decide di diventare SINDACO di Cosenza.
Un’aspirazione legittima, dicevo.
E viene a Cosenza, dopo un bagno alle Maldive, una cena con Briatore, una “puntatina” a Sanremo ed una a Chamonix ed a Cortina, annunciando una rivoluzione.
Sparla di tutti, a cominciare dai Partiti, scrivendo o facendosi scrivere le cose che prima di lui hanno detto e scritto Guglielmo Giannini dell’Uomo Qualunque, Umberto Bossi della Lega, Beppe Grillo ed anche Matteo Renzi.
Il Signor Lucio Presta annuncia di avere tutto pronto, cinque, sei, sette liste, un programma, i nomi della Giunta.
E chiede ai Cosentini ampia delega, contro tutto e tutti.
Dopo qualche giorno, invece, si scopre che il Signor Lucio Presta accorgendosi di inseguire un sogno irrealizzabile, anche perchè a Cosenza questa sua “scesa in campo” non è stata salutata con grandi clamori e vasti consensi, aggira l’ostacolo e come il miglior trasformista politico, incomincia a percorrere le strade della POLITICA POLITICANTE.
Si presenta a Palazzo Chigi, dopo qualche benevola telefonata di Roberto Benigni e di qualche altro suo cantante, e cerca l’appoggio di Matteo Renzi, per il tramite dell’inquietante figura di Luca Lotti, il vero numero due del premier.
E dice loro, vi ricordate di me, sono il manager delle stelle, ed a Firenze vi ho fatto guadagnare soldi e notorietà, con il monologo dantesco del mio assistito; ergo, per cortesia, potete aiutarmi ad esaudire il mio desiderio: vorrei fare il Sindaco di Cosenza, ho troppi soldi, non ho altro da fare, vorrei mettermi la fascia che fù di Giacomo Mancini, e dedicare qualche giorno di ozio politico ai cosentini.
C’è un problema, anzi due o tre.
La politica non è un hobby e governare una città è una cosa seria, impegnativa, difficile.
E poi ci sono i DIRIGENTI locali del PD e del centro sinistra.
Come convincerli ad accettare questo regalo all’amico?
Con quali motivazioni politiche?
Ci pensano i Renziani.
Forti di certi ruoli in alcune “stanze” romane blindate, fanno giungere a Cosenza notizie di arresti, avvisi di garanzia, insomma agitano paure e spauracchi.
E poi pensano che mandando via anzi tempo il Sindaco in carica, la corsia per il Signor Lucio Presta verrà sgombrata di traffico e traffici.
17 Consiglieri Comunali, 14 dei quali impegnati in cinque anni di dura opposizione, vengono a turno chiamati e viene loro detto che lo scioglimento anticipato sarà una tappa di avvicinamento per le Primarie.
Il PD lo sappiamo e Matteo Renzi sono per le primarie ovunque, anche a Cosenza.
I 17, ognuno convinto di avere a che fare con persone serie, dirigenti di spessore, accettano, vanno da un Notaio e compiono l’insano e sprovveduto gesto, dimostrando serietà e disponibilità.
Sono caduti nella rete, la trappola è scattata.
Il giorno dopo, gli stessi dirigenti che avevano promesso questa cosa semplice, semplice, spariscono per qualche ora e fanno trapelare che il Signor Lucio Presta, ci avrebbe ripensato, non scriverà più le brutte cose sui politici cosentini e vorrebbe aprirsi al contributo del PD e, strano a pensarci, anche del NCD di Tonino e Pino Gentile, dei consiglieri di maggioranza che hanno sfiduciato Mario Occhiuto, ossia Luca Morrone e gli altri.
E fanno capire che questo è un preciso ordine di Luca Lotti, ossia di Matteo Renzi. Si dice che Matteo renzi ha così tanta fiducia in Lotti che gli affiderebbe i figli, ergo se parla Lotti vuol dire che ha parlato Matteo Renzi.
Ma come consumarlo questo “delitto” ai danni della politica cosentina?
In primo luogo cercando di sparigliare le carte, di agitare fantasmi, di reperire nuove adesioni, soprattutto dal gruppo, sempre unito e con consensi ancor più corposi di cinque anni fà, che sostiene la candidatura di Enzo Paolini.
La manovra, finora, sofisticatissima, ma anche pacchiana riesce a metà, perchè il gruppo di Enzo Paolini si compatta sempre di più, a sostegno peraltro di un ragionamento semplice, semplice.
Le primarie si fanno ovunque, quindi anche a Cosenza e se il Signor Lucio Presta intende rimangiarsi tutte le schifezze e togliere il fango che ha buttato contro il PD, la politica, gli uomini e le donne di Cosenza, può farlo sottoponendosi alle primarie.
Che è un ragionamento coerente e logico.
NO, NO, NO.
Don Lucio Presta ha chiesto un passaporto speciale; vuole essere ormai il candidato di tutti i partiti e di tutti, ma senza le primarie, così come un Imperatore, perchè, pur non capendo nulla di politica, ha capito che Enzo Paolini le primarie le vince, le vince, le vince.
Ed allora si mettono in moto i bizantinismi della più becera politica politicante del Sud.
Riunioni, riunioni, contatti, promesse, campagne d’acquisto e minacce, minacce a go go.
Fino a ieri sera, quando in una riunione affollata, sono venuti due bravi “compagni”, Luigi Guglielmelli e Luigi Incarnato, con un preciso e secco ordine del giorno.
Comunicare che il Signor Lucio Presta è il candidato di “chi conta davvero”, ossia Lotti e Matteo Renzi e che i dirigenti calabresi si sono allineati, uno ad uno, anche quelli più agguerriti e che da Enzo Paolini e dai consiglieri comunali hanno ricevuto aiuto, aiuti, voti, voti alle elezioni ed alle primarie.

ORA RIFLETTIAMO
Questo è un metodo sporco; nemmeno Berlusconi lo avrebbe imposto cosi spudoratamente e senza ritegno.
A Cosenza il GRILLISMO non è quello dei % Stelle o del bravo Ing. Gustavo Coscarelli, un galantuomo, ma quello del Signor Lucio Presta, che butta fango su tutti, ma vuole i voti di tutti.
Una cosa non l’avevano messa in conto Luca Lotti, Mateo Renzi e Mario Oliverio, Nicola Adamo, Luigi Incarnato & C.: ci sono persone, partiti, movimento, liste che hanno coraggio, non si piegano, non vivono del veccho detto “calati juncu ca passa ra china”, no.
Ed ora il centro sinistra è sgomento, i cosentini confusi a vantaggio di un Sindaco sfiduciato che già godeva, inutile negarlo, dei favori dell’opinione pubblica, visto come vittima di un complotto e che ora corre, corre, corre.
I dirigenti locali del PD, del resto, che conoscono bene questa città, diranno a Matteo Renzi: noi ti abbiamo seguito e servito, ma i cosentini hanno votato per il Sindaco uscente.
Però hanno fatto i conti malamente: perchè non avevano messo nel conto che questa volta, la battaglia sarà all’OK Corral e che Enzo Paolini ha tutte le ragioni per rivolgersi ai cosentini e questa volta potendo dire che è avversato, come nel passato, da nomenclature stanche, vecchie, logore.
E la battaglia si riapre.
Questa è la cronaca, che la storia la scriveranno i cosentini.
Noi Socialisti Riformisti in questa storia vogliamo portare il nostro contributo, libero, fiero, a sostegno di Enzo Paolini, perchè lì dove vediamo venti di libertà, lì ci sentiamo a casa nostra. Francesco D’Ambrosio, Responsabile Provinciale dei “Socialisti Riformisti”.