“Il futuro segretario del Pd? Nicola Zingaretti potrebbe essere una di quelle candidature di peso su cui investire per ricostruire un campo democratico e di sinistra in Italia”. Per il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino il presidente del Lazio, appena riconfermato dal voto regionale e pronto a correre per le primarie, potrebbe essere l’uomo giusto per guidare il Partito democratico. E “ritrovare l’unità per rifondare un’identità in cui una comunità politica possa riconoscersi”.
Una disponibilità, quella di Zingaretti, che raccoglie il consenso anche del ministro Andrea Orlando, esponente della minoranza dem. “Una buona notizia, bisogna rifondare il partito con regole nuove”, dice ai cronisti a Bruxelles al termine del Consiglio affari Interni e Giustizia. E aggiuge: “Nicola fa parte dell’area che rappresento, è evidente che con lui concorderemo tutti i prossimi passaggi e le scelte che faremo, a partire dalla discontinuità e innovazione sulle modalità con cui andare a un confronto e a una discussione. Non replichiamo gli stessi moduli che ci hanno portato fino a qui perchè abbiamo visto che non portano molto lontano”.
“La stagione di Matteo Renzi è finita in questa fase politica”, continua il governatore piemontese. “Ora serve un’assunzione di responsabilità”. Lo stesso Chiamparino nei giorni scorsi aveva manifestato la sua disponibilità a candidarsi alla segreteria: “Non mi sfilo, sono disposto a dare una mano se non ci fossero proposte credibili. Certo darei la precedenza a chi è più giovane”.
Quanto a un’eventuale candidatura del neoiscritto al partito Carlo Calenda, commenta: “L’ho visto agire con grande determinazione sulla vicenda Embraco. Dopodiché, di qui a fare il segretario ce ne corre, soprattutto in termini di proposte programmatiche”. Lo stesso ministro dello Sviluppo Economico esclude questa ipotesi e scrive su Twitter: “Ieri ho lavorato su Ilva e Piombino non ho parlato con alcun padre nobile del Pd. Detto + volte considererei poco serio fare il segretario di un partito di cui ho preso 3gg fa la tessera ! Oggi alle 18 vado a presentarmi al mio circolo”.
Calenda: per me il leader del PD e’ Gentiloni
E in un successivo “cinguettio” cita la battaglia di Dunkerque per tornare a sottolineare l’importanza di andare in soccorso del partito in difficoltà: “In questo momento la situazione è opposta. Ognuno deve prendere la sua barchetta e andare in soccorso del Pd. Disfatte se vissute con dignità e onore possono essere la premessa per una vittoria futura. #dunkerque”.
Sulla possibilità di un’intesa fra Pd e M5s Chiamparino precisa: “La lettera di Luigi Di Maio su Repubblica non è un’assunzione di responsabilità ma un esercizio di arroganza politica. L’ho letta come una riaffermazione di una centralità tolemaica del Movimento sulla cui base mi sembra difficile trovare una mediazione. La posizione assistenzialistica di Di Maio e la politica di ridistribuzione del reddito che noi proponevamo sono distanti, ma l’opposizione per noi non è l’Aventino: si dialoga con tutti”. E conclude: “Il M5S è una formazione composita, dentro cui c’è di tutto, anche posizioni compatibili con la sinistra italiana” perché “chi prende oltre il 33% ha dentro di tutto”. Certo “non si può chiedere a noi di sostenere un governo, chi ha vinto si assuma la responsabilità di fare proposte”.
Chiamparino giudica infine positiva la proposta di una consultazione referendaria della base per aderire o meno a un governo di coalizione, sull’esempio dei socialdemocratici tedeschi: “Se ci fossero proposte che a giudizio del gruppo dirigente vanno prese in considerazione vanno sottoposte alla base, sul modello del referendum tedesco della Spd”.

