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Politica
Pd, mea culpa di Letta: "L'unità era l'unica possibilità per vincere"

Direzione Pd, parla il segretario Enrico Letta dopo la sconfitta alle elezioni politiche 2022

"Oggi siamo in un appuntamento molto importante per tutti noi, siamo qui con grande senso di impegno e responsabilità Il linguaggio di verità è quello con cui dobbiamo parlarci tutti, senza infingimenti", con queste parole il segretario del Partito democratico, Enrico Letta, ha aperto la direzione nazionale, organo di esecuzione dell’indirizzo politico.

Per il segretario dimissionario "c'è un'unica forza politica che ha vinto le elezioni ed è Fratelli d’Italia” che insieme a Lega e Forza Italia “ha vinto perché è stato unito”. L'altro – è qui il mea culpa per la mancata alleanza con il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte – “nonostante i nostri sforzi”, sottolinea nuovamente Letta, “non è stato unito”. La ricetta competitiva si basava sul “costruire una larga unità” in quanto “l'unica possibilità per andare a vincere” ma il che “non è stato possibile”. Questo “il film di quanto accaduto".

Di certo per Letta ora è il tempo dell’opposizione. “Da subito”, dice ai suoi perché “questo governo cadrà” e “dovremo chiedere subito le elezioni anticipate” senza “governi di salvezza pubblica”. Ora il Pd ha tre obiettivi immediati per l’ex premier: “Parlare a chi non ce la fa”, “tornare a essere un partito pugnace” e “cambiare legge elettorale”. L’analisi degli errori ha un punto fermo: “Non essere solo il partito di quelli che in Italia ce la fanno" perché non “siamo stati considerati interlocutori di quella fascia di società formata da quelli che non ce la fanno", così come sono state percepite altre forze politiche.

Quanto all’organizzazione parlamentare “non è possibile tornare indietro rispetto ad avere dei capigruppo di segno femminile” dopo il fallimento sulla” rappresentanza parlamentare" formata da solo il 30% di donne mentre “dall'altra parte ci sarà la prima premier donna”. Nemmeno sul simbolo, tanto discusso in questi giorni nelle cronache che hanno raccolto le voci di chi vorrebbe chiudere per sempre la baracca, Letta è disposto ad aggiornamenti. "Io amo il simbolo del Pd. Discuteremo di tutto, ma la mia personale scelta è che il simbolo rimane così com'è, perché racconta il nostro servizio all'Italia". E poi il tema della guerra con "l'aspirazione alla pace” che “deve portare l'Europa a mettere in campo iniziative all'altezza” con “un impegno forte” da chiedere alle Nazioni Unite.

LA DIREZIONE DEL PARTITO DEMOCRATICO. GUARDA IL VIDEO

"E' giusto mettere in campo una classe dirigente piu' giovane, che il Pd ha, in grado di contrastare un governo guidato da una donna giovane, sebbene con una lunga militanza alle spalle", ha scandito Letta. "Una nuova generazione legittimata dal congresso, che metta in pratica i nostri valori". Ma tutto deve passare dal congresso. "L'ultimo lo abbiamo fatto un'era geologica fa. No un congresso sul nostro ombelico, ma sul Paese" e sopratutto che "non sia un referendum Conte-Calenda". Letta è convinto che "la luna di miele del governo con il paese sarà breve: la situazione sociale nel è fortemente deteriorata dalla guerra e dalla crisi economica".

La direzione del Pd ha approvato la relazione e la replica del segretario Enrico Letta, con un voto che ha fatto registrare un contrario e due astenuti.

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