“Il segretario del Pd e’ il candidato premier, per statuto. Punto. Quello che decidera’ la coalizione, purtroppo lo vedremo dopo. Non credo che ci saranno le primarie di coalizione”. A ribadirlo, al forum di ‘Repubblica’, e’ Matteo Renzi che difende poi il ‘Rosatellum’ (“non e’ la mia legge ma e’ un passo avanti”) e respinge le accuse sulla fiducia: “un atto di responsabilita’”.
Quindi avverte: “se salta il Pd crolla l’argine contro i populismi. Possiamo puntare al 40% alleandoci a centristi, europeisti e alla sinistra civica”. “Abbiamo quattro margini d’azione – spiega il segretario del Pd – Primo: il mondo centrista, dall’ex Scelta civica ad Ap, cattolici e moderati. Secondo: Forza Europa, i radicali, magari coinvolgendo anche personalita’ dell’attuale governo. Terzo: la galassia ambientalista. Quarto: un mondo di sinistra che, senza voler tirare la giacchetta a qualcuno, credo ci sara’. E in piu’ la rete dei sindaci. Naturalmente con un forte baricentro Pd. Vedremo cosa fara’ il Campo progressista per il quale le porte sono totalmente spalancate”.
Nessuna apertura a Mpd: “hanno rotto loro e i loro leader non vogliono ricucire. La vera novita’ e’ che il Pd non appartiene a un leader. E’ quello che non hanno capito D’Alema e Bersani. E che, prima di loro non aveva capito Rutelli. Loro se ne sono andati il Pd c’e’ ancora. Ed e’ piu’ forte di prima”.

