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Unioni civili, il Pd chiede un rinvio del ddl Cirinnà

Unioni civili, il Pd chiede un rinvio del ddl Cirinnà
Senato
Il Partito democratico chiede a Grasso di convocare la Capigruppo e una riflessione “di qualche giorno” per “riannodare i fili politici” dopo il dietrofront dei Cinque Stelle sul supercanguro

Tornano in Aula le unioni civili, dopo la giornata burrascosa di ieri con il tentativo Pd di confermare la corsa preferenziale del supercanguro e il dietrofront dei Cinque Stelle. E in Senato arriva una nuova richiesta di rinvio dell’esame del ddl. Questa volta a chiedere una riflessione “di qualche giorno” è il Partito democratico. La richiesta è stata avanzata in Aula dal presidente dei senatori dem, Luigi Zanda: “Ieri abbiamo registrato un fatto politico nuovo – ha detto in apertura di seduta -: un gruppo che sembrava favorevole a un iter del provvedimento ci ha ripensato. Quindi serve un lavoro di riflessione per riannodare dei fili politici” e, ha insistito, per “fare una buona legge”. Ieri sera l’Aula di Palazzo Madama aveva approvato la richiesta di sospensione avanzata da Sel.

Ora resta da capire come i dem proveranno a superare l’impasse: accettare uno stralcio della stepchild adoption? Insistere con l’emendamento Marcucci – il canguro che permetterebbe di evitare decine di voti segreti e centinaia di proposte di modifica – cercando in Aula i voti favorevoli? I retroscena dall’Argentina – da cui tornerà oggi – offrono un’unica certezza: quella di un Matteo Renzi furioso con i grillini per la loro marcia indietro alSenato. E di un Movimento Cinque Stelle scosso dalla decisione di ieri: quella di dire no alla corsia preferenziale per il provvedimento. Proprio stamattina il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, scrive su Twitter: “Ddl Cirinnà, un’occasione persa. ‘A che serve avere le mani pulite se poi si tengono in tasca’. Don Milani, frase che si adatta spesso bene”.