Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Pd verso la scissione? Renzi impari da Deng Xiaoping

Pd verso la scissione? Renzi impari da Deng Xiaoping

Pd verso la scissione? Renzi impari da Deng Xiaoping
renzi cina (1)

di Ernesto Vergani

Lo scontro tra maggioranza e minoranza Pd sull’articolo 2 della riforma del Senato, che non prevede l’elezione diretta dei senatori, lascerà, oltre che ferite e macerie nel Pd, la conferma che la classe politica italiana ha paradossalmente limiti proprio nell’arte della politica. Il potere, se è vero che è in gran parte fine a se stesso, per essere tale deve essere inclusivo e guardare soprattutto alla sua sopravvivenza dopo il ritiro a vita privata di chi lo rappresenta. Ciò perché la politica, più che servizio, come affermano spesso i politici, dovrebbe essere la forma più alta dell’esistenza.

Il che va oltre quanto sosteneva Alcide De Gasperi: “Un politico pensa alle prossime elezioni, uno statista alle prossime generazioni”. Deng Xiaoping, che ha governato de facto la Cina dal 1978 al 1992, nei momenti di massimo potere non aveva incarichi ufficiali. Di più. Deng ha raggiunto il massimo che un politico può ottenere: comandare da morto. Per anni dopo la sua morte, Deng ha determinato l’indirizzo politico e gli uomini che lo gestivano sulla base delle alleanze da lui tessute in vita. Nel ventennio berlusconiano nessuno aveva dubbi che il potere fosse nelle mani di Silvio Berlusconi.

Come sembrerebbe che Berlusconi non ha però determinato il sistema di potere e soprattutto gli uomini che dovranno gestirlo dopo il suo ritiro a vita privata. Perlomeno così sembra a osservare quanto sta succedendo. Si pensi alle divisioni interne a quello che era il centro-destra o al cambio di maglia (certo legittimo) di ex fedelissimi come Angelino Alfano e, sembrerebbe, di Denis Verdini. Che Matteo Renzi sia oggi il detentore del potere in Italia, su ciò non ci sono dubbi.

Senza sfumature. Visto quanto sta accadendo all’interno del Pd, visto il trasformismo di diversi parlamentari, vista la fedeltà priva di dubbi dei fedelissimi. Vedremo se Renzi comanderà quando si sarà ritirato dalla politica (dopo il secondo mandato come sostiene?), che indirizzo politico lascerà e quali uomini a governarlo.