I mercati azionari asiatici arrancano, mentre gli investitori si preparano all’atteso rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Un lieve sostegno è arrivato dal calo dei prezzi del petrolio, scesi dopo la recente impennata. I listini di Tokyo, Shanghai, Sydney e Manila hanno registrato cali, così come Hong Kong, Singapore, Wellington, Taipei e Giacarta. Seul è rimasta invariata.
Dopo l’annuncio della Fed, venerdì sarà la volta della Banca del Giappone, da cui ci si attende un rialzo dei tassi a causa dell’inflazione in crescita e della necessità di sostenere lo yen .La valuta giapponese si è rafforzata rispetto al dollaro questo mese – dopo aver toccato i minimi degli ultimi 40 anni a luglio – grazie a un intervento congiunto storico tra Giappone e Stati Uniti.
I segnali di un possibile rialzo dei tassi da parte della Fed hanno agitato anche Wall Street, che poi ha chiuso in negativo. A condizionare il sentiment dei mercati e stato il clima di cautela legato all’imminente decisione della Federal Reserve sui tassi d’interesse, unito ai timori per l’aumento dei rendimenti obbligazionari, al rincaro del petrolio e alle tensioni sul settore tecnologico. A Wall Street prevalgono le vendite su tutti i principali indici: il Nasdaq perde lo 0,78%, il Dow Jones lo 0,63% e l’S&P 500 lo 0,45%.
Nel comparto tech e dei semiconduttori si evidenzia un timido tentativo di recupero (Nvidia +0,61%, Infineon +0,54% a Francoforte) dopo i forti ribassi della vigilia innescati dagli appelli dei leader dell’intelligenza artificiale (Anthropic, OpenAI, SpaceX, Google DeepMind) a rallentare lo sviluppo dei modelli per ragioni di sicurezza. Un parziale sostegno al settore e giunto dalle dichiarazioni di Donald Trump contrario a qualsiasi frenata sullo sviluppo dell’IA.


