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Pisapia stretto tra Pd e Articolo 1, “ma vado avanti”

Pisapia stretto tra Pd e Articolo 1, “ma vado avanti”
Pisapia

“Frustrato”, “scoraggiato”, “deluso”. Gli aggettivi utilizzati per descrivere il momento attraversato da Giuliano Pisapia, alle prese con un rapporto difficile con i potenziali alleati di Movimento democratico e Progressista, si avvicinano alla realta’. Quello che invece l’ex sindaco di Milano rifiuta categoricamente e’ di essere dipinto in procinto di lasciare il “progetto”, come lo chiama lui. E le uscite di alcuni esponenti del suo Campo Progressista non aiutano a sollevargli il morale. Anzi, lo costringono – lui che esterna con grande parsimonia – a prendere carta e penna per richiamare tutti all’ordine. “Ancora oggi, come nelle settimane scorse, in articoli di vari giornali sono state riportate frasi virgolettate a me attribuite e da me mai pronunciate. Frasi riprese in piu’ occasioni anche da tv e radio”, scrive Pisapia. Il riferimento, nemmeno troppo implicito, e’ a Bruno Tabacci che ieri, in una popolare trasmissione radiofonica, aveva parlato della possibilita’ che Pisapia si facesse indietro, sfiancato dal tira e molla con Mdp. Pisapia “secondo me e’ molto vicino a mollare, perche’ e’ molto disamorato. Immaginava che si potesse ripetere l’esperienza di Milano ma qui e’ un guazzabuglio, mettere insieme quelli che non vogliono stare insieme e’ difficile”, sono state le parole di Tabacci. Ma, come riferiscono fonti a lui vicine, non e’ solo al leader di Centro Democratico che si rivolge Pisapia. La tirata d’orecchie e’ a tutti quelli che fanno trapelare parole o disegnano scenari che lo rtiguardano. “E’ auspicabile che ognuno si prenda la responsabilita’ di quanto divulgato in articoli giornalistici, invece che tentare malamente di tradurre il mio pensiero ai media”, avverte.

Dunque, il progetto con Mdp va avanti nonostante “veti incrociati e meccanismi autoreferenziali” non piacciano al leader Cp. Ancor meno piace quello che si vede girando lo sguardo verso il Partito Democratico. La fiducia alla legge elettorale chiesta dai dem – che si apprestano a chiederla anche a Palazzo Madama – e’ stata mal digerita da Pisapia che la considera “una pessima legge portata al voto con un pessimo metodo e con una scheda elettorale, confusa e confusiva, rappresenta plasticamente”. Per non parlare dell’attacco di Matteo Renzi ai vertici della Banca d’Italia, considerata sbagliata nel metodo, nei toni e, in una certa misura, anche nel merito: il Pd prima si fa promotore della Commissione di Inchiesta Parlamentare sulla banche – e’ il ragionamento di un esponente di Campo Progressista – poi “mette nel mirino” il governatore Visco scavalcando completamente la commissione stessa. Il lavoro, dunque, va avanti a partire dalla rete territoriale. In queste settimane Campo Progressista e le “Officine delle Idee” sono impegnati in una fitta attivita’ di ascolto e confronto con quelle realta’ presenti sul territorio: le realta’ civiche e territoriali, l’associazionismo, amministratori locali, esponenti del mondo accademico e le realta’ politiche e sindacali. Domani si terranno due eventi espressione di questo lavoro a Genova, per parlare di diritti e a Bari per confrontarsi su lavoro e innovazione.

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