Pozzolo (Fn): “Fedorov? Siamo su ‘Scherzi a parte’. La Lega Nord? Dopo Bossi nessun leader valido”
“Se son rose fioriranno”, dice Emanuele Pozzolo parlando ad Affaritaliani, in riferimento a quello che sarà il futuro del partito guidato – o addestrato, poco cambia – dall’ex Generale Roberto Vannacci, ospite della nona edizione della kermesse La Piazza – Il Bene comune. Viceversa i fiori che spuntano intorno a Matteo Salvini sono piuttosto ciclamini, messi lì ad addobbare un cimelio che porta il nome di Lega – “un partito svuotato della sua essenza”, dice Pozzolo -, con buona pace di Umberto Bossi. Ma l’affondo più duro il deputato di Futuro Nazionale lo riserva al governo, e in particolare alla nomina di Mykhailo Fedorov, l’ex ministro ucraino silurato da Zelensky, come consulente della Difesa italiana: “Sembra di stare su ‘Scherzi a Parte’”, dice. E invece non è affatto uno show di intrattenimento, ma una realtà che non piace ai vannacciani, pronti a portare sul tavolo un’interrogazione parlamentare in merito alla faccenda. Il deputato non risparmia critiche neanche alla premier: “Meloni è più zelenskiana di Zelensky”, mentre Tajani è, a suo dire, “la vera stampella del centrosinistra”. Ma andiamo con ordine.
Il nodo della Lega
“Bossi e la Lega sono la stessa cosa: non esiste uno senza l’altro. Lui incarnava assolutamente lo spirito del partito, quello che piaceva soprattutto al Nord Italia: era anarchico e al tempo stesso portatore di istanze ben definite. La sua morte ha decretato, di fatto, anche la fine della Lega. Era un partito tenuto insieme dal suo leader, e nessuno dopo di lui si è dimostrato all’altezza. Oggi c’è caos totale: ci sono gli antifascisti militanti della Lega, e la Lega, pezzo dopo pezzo, aderisce a Futuro Nazionale”, dice Pozzolo intercettato da Affaritaliani sulla questione relativa alla nascita del “Comitato per la convocazione del congresso federale”, messa nero su bianco da un manipolo di ex parlamentari e vecchi segretari provinciali con l’obiettivo di costringere il partito a tornare alle urne interne per scegliere un nuovo leader.
“Non voglio intromettermi, ma mi pare che Matteo Salvini potrebbe prendersi un momento di relax: ha tradito totalmente ciò che aveva promesso. Del resto se non fosse stato così non ci sarebbe stato Futuro Nazionale. Quanto accaduto rischia di succedere anche in FdI, dal momento che anche loro hanno perso la bussola. Salvini è una persona più che perbene, però ha detto una serie di cose e poi ne ha fatte altre: il problema è questo, esattamente come per Meloni: dicono tutto e il contrario di tutto. Vannacci nasce proprio per questo, per costruire una valida alternativa”, prosegue il deputato.
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“Federov? Siamo su ‘Scherzi a parte’”
Particolarmente critica, poi, la sua posizione sull’ingaggio, da parte del ministero della Difesa, di Mykhailo Fedorov, ex ministro ucraino specializzato nei droni, ora consulente del ministro Guido Crosetto. “Siamo riusciti a chiamare addirittura Fedorov, ex ministro silurato da Zelensky, che non è certo una cima nella difesa. Non so cosa verrà a fare, forse a mangiare la carbonara. Sembra di stare su ‘Scherzi a Parte’”, esordisce Pozzolo. E ancora: “Ho rispetto e stima verso Crosetto, ma è una follia pensare che non ci sia un solo alto ufficiale dell’esercito italiano in grado di svolgere quella consulenza o quei compiti. Preannuncio che presenteremo un’interrogazione parlamentare su motivi di sicurezza”.
Pozzolo ricorda poi che l’ultima volta che è successo qualcosa di simile – un ex ministro di uno stato estero chiamato in un ruolo del genere – fu con Schröder, socialdemocratico: “All’epoca fu accusato pesantemente. Ora invece non c’è nessuna polemica: con quale significato e con quale ragione abbiamo fatto questa mossa, se non per mostrarci ulteriormente deboli verso la Russia? L’Italia dovrebbe puntare a essere uno degli interlocutori per una pace tra Ucraina e Russia“.
“Giorgia Meloni? Alzi il telefono e ci chiami”
Non va meglio nemmeno ad Antonio Tajani, definito “la stampella della sinistra”, e a Forza Italia, accusata di essersi trasformata in una “propaggine per l’elettorato dell’area rossa” e di parlare solo di temi etici, quelli che appartengono al Pd. Durissimo anche l’attacco a Giorgia Meloni, accusata di aver abbandonato le posizioni che l’avevano distinta dal governo Draghi. “Meloni è peggio di Mario Draghi, quei due si sono scambiati le anime: lei è Draghi con il simbolo tricolore”, è l’accusa di Pozzolo, accompagnata dalle critiche alla politica estera del governo e in particolare al sostegno all’Ucraina. Nel mirino finisce anche il rapporto con Volodymyr Zelensky: “Meloni è più zelenskiana di Zelensky, che intanto nega le elezioni al suo popolo. Grande esempio di democrazia”, dice. “Meloni si occupi, da domani mattina, di bollette e dei problemi degli italiani. C’è bisogno di mettere al centro i nostri interessi, di tornare a dialogare con la Russia. Invece è innamorata di Zelensky. Allora, vada a nozze con l’Ucraina”, dice Pozzolo.
Intanto, sullo sfondo, resta l’avvicinarsi del 2027 e uno scenario sempre più incerto per Fdi: “Meloni è arrivata alle comiche. Passato questo folle entusiasmo per il 4 settembre in Puglia, sarà il caso di ragionare se discutere con Vannacci. Agli italiani dei droni ucraini, di Fedorov e di Zelensky interessa poco. Sarebbe intelligente che qualcuno ci facesse una chiamata, e quel qualcuno non può che essere il leader del centrodestra. Questo è l’unico modo per non far vincere la sinistra. Non si può non tenere conto di Futuro Nazionale, alla prova dei numeri e delle piazze. Se non lo fa, il rischio è che lei si allei con Conte e Schlein”, conclude Pozzolo.


