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Politica

Nonostante qualche buon segnale di ripresa e un azione del governo che sembra aver superato il vecchio immobilismo c'è una cattiva abitudine della Pubblica Amministrazione che non dà segno di arrestarsi: i premi a pioggia ai dirigenti pubblici.


Anche quest'anno la cronaca riporta di una serie di enti che hanno distribuito risorse a pioggia in spregio alla valorizzazione di chi merita. Così viene indicato succedere in Regione Piemonte http://www.corriere.it/inchieste/reportime/societa/report-come-dirigenti-statali-prendono-premio-senza-risultati/eeb0ca2a-e5d6-11e4-a911-6330ae3b663e.shtml , in Regione Lombardia http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/09/03/news/lombardia_la_regione_e_generosa_premi_a_pioggia_a_tutti_i_manager-122093206/ , in Regione Toscana http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/16/regione-toscana-premio-produttivita-per-tutti-distribuiti-12-milioni-euro/1212085/, in Regione Emilia Romagna http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/regione-emilia-romagna-premi-dirigenti-1.1232685 e al Ministero dell'Istruzione http://www.ilgiornale.it/news/economia/scuola-senza-fondi-premia-i-dirigenti-1168913.html .

Molti altri casi riguardano i Comuni e le Province tanto che sarebbe quasi più interessante raccontare i casi in cui il Merito viene premiato anziché quelli in cui non viene valutato.
Il problema riguarda tanto gli Enti Locali, che i Ministeri, che le società partecipate, tanto da richiedere a mio parere una riflessione generale e un impegno particolare da parte del Governo.
Piercarlo Padoan, Ministro dell'Economia, ha giustamente ricordato come il governo abbia messo un tetto agli stipendi degli alti dirigenti pubblici per limitare gli sprechi e i privilegi, ma non ha fatto parola di come questo scandalo continui a infestare la Pubblica Amministrazione. Al di là di considerazioni moralistiche e della quantità di denaro sprecato, forse non così significativo per quanto riguarda la dimensione assoluta, non è per nulla trascurabile l'impatto di questo fattore sulla motivazione dei dipendenti pubblici nello svolgere con impegno e produttività il loro lavoro e sulla fiducia dei cittadini sull'operato della Pubblica Amministrazione.
Non si vede infatti come chi dirige questi enti pubblici possa avere la credibilità e la leadership per chiedere sacrifici e più impegno ai propri collaboratori se è il primo a dimostrare poca etica pubblica. Allo stesso modo non si capisce come si possa pretendere legalità e correttezza dal cittadino nel, per esempio, pagare le tasse o rispettare l'ambiente se non si dimostra rispetto per l'etica pubblica. L'economia è fatta molto dalla Fiducia e non può ripartire un paese in cui la sua classe dirigente non dà il buon esempio in prima persona.


Purtroppo i meccanismi di premialità proposti dai vari governi e ministri negli ultimi decenni hanno introdotto gli strumenti di valutazione ma non obblighi e incentivi a praticarla concretamente.
Sarebbe quindi necessaria una forma di penalizzazione economica agli enti e società partecipati che non implementano un sistema incentivante serio e un premio a quelli meritevoli così come delle conseguenze disciplinari per i dirigenti che non valutano seriamente i propri collaboratori.
In un Paese che vuole disperatamente ripartire e ha tutti i mezzi per farcela non è più tollerabile che la classe dirigente della Pubblica Amministrazione non faccia la propria parte.

 

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