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Primarie sindaco Milano, chi è Lorenzo Pacini: una svolta a sinistra per il dopo Sala

Lorenzo Pacini, assessore del Municipio 1, spinge per le primarie e la svolta a sinistra. Profilo e programma

Primarie sindaco Milano, chi è Lorenzo Pacini: una svolta a sinistra per il dopo Sala

Lorenzo Pacini è uno dei volti più giovani del centrosinistra milanese in vista delle comunali 2027 (qui tutti i possibili candidati). Assessore nel Municipio 1, chiede primarie aperte e una linea più marcata su casa, verde e servizi pubblici.

Primarie sindaco Milano, chi è Lorenzo Pacini: dal Municipio 1 alla discussione su Milano 2027

Lorenzo Pacini è nato e cresciuto a Milano. Laureato in Giurisprudenza, ha iniziato l’attività politica nell’ambiente giovanile del centrosinistra. Nel 2018 è stato segretario regionale dei Giovani Democratici della Lombardia. A vent’anni è stato eletto consigliere nel Municipio 1. Dal 2021 è assessore municipale con deleghe a verde, case popolari e lavori pubblici.

Il suo nome è entrato nel confronto sul dopo Sala perché rappresenta una generazione politica diversa da quella che ha guidato Milano negli ultimi quindici anni. Pacini chiede primarie e propone una linea più netta a sinistra, con maggiore attenzione ai residenti che non riescono più a sostenere il costo della città.

Il suo profilo ha una base territoriale nel centro storico, ma parla a questioni che attraversano tutta Milano. Casa, spazi pubblici, manutenzione, verde e rapporto con i comitati sono temi che incidono sui quartieri centrali come sulle periferie.

Primarie sindaco Milano, chi è Lorenzo Pacini: casa, verde e servizi pubblici

Pacini non ha ancora presentato un programma elettorale ufficiale da candidato sindaco. Le sue uscite pubbliche e il suo ruolo amministrativo indicano però una direzione riconoscibile.

La casa è il primo capitolo. Milano rischia di espellere studenti, giovani lavoratori, famiglie e persone sole con redditi normali. Pacini insiste su un intervento pubblico più forte, sul recupero del patrimonio esistente e su politiche abitative capaci di ridurre la pressione degli affitti.

Il verde e lo spazio pubblico sono un secondo terreno. Da assessore municipale si occupa di aree verdi e lavori pubblici. In una campagna cittadina potrebbe portare questa esperienza su scala più ampia, collegando manutenzione, vivibilità, alberature, piazze e qualità dei quartieri.

Il terzo punto riguarda il rapporto tra amministrazione e cittadinanza. Pacini punta su una sinistra più riconoscibile, meno schiacciata sulla gestione e più attenta alle richieste di associazioni, comitati e movimenti. Questo può aiutarlo nelle primarie, soprattutto tra elettori che chiedono una correzione della linea Sala.

La sua difficoltà sarà trasformare un profilo giovane e militante in una candidatura capace di parlare all’intera città. In caso di primarie aperte, Pacini potrebbe comunque incidere sul programma del centrosinistra, anche se non dovesse diventare il candidato finale.

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