“Trovo sconcertanti le posizioni di Salvini, volendo fermarci anche solo alle ultime, leggo di continui attacchi alla ministra Lamorgese, il rifiuto di ospitare i profughi afghani, i distinguo ambigui su vaccini e green pass. Ed è altrettanto, forse anche di più, imbarazzante che questa visione di Paese possa piacere al governatore Emiliano, presidente di Regione, sostenuto dal PD”. Con queste parole Dario Stefàno, presidente della Commissione Politiche europee di Palazzo Madama e senatore pugliese del Pd, intervistato da Affaritaliani.it, commenta le parole a La Piazza del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano su Matteo Salvini e sulla Lega.

Dario Stefàno
“Essere consapevoli dei propri limiti, come fa e deve fare il centro-sinistra, non significa strizzare l’occhio ai sindaci di Casa Pound né fare accordi mascherati con la Lega. E due indizi fanno spesso una prova se è vero che già durante la campagna elettorale per le Regionali, qualcuno parlò di favori reciproci tra l’allora candidato presidente ed il partito di Salvini. Le ultime dichiarazioni sembrano un ulteriore passo in avanti. Credo che il Pd debba fermare questa deriva”.
“Io ho voluto porre una domanda legittima E sono ancora in attesa di risposta. Per ora, solo Gianni Cuperlo e Matteo Orfini, imbarazzati quanto me dalle strane amicizie del presidente, hanno preso una posizione a riguardo. Mi aspetto una altrettanto netta presa di posizione del partito nazionale, a Bari come a Roma. Le dichiarazioni di principio non bastano più”, sostiene Stefàno.
“Il bon ton istituzionale si esprime con modalità e toni differenti, tanto più se si rappresenta una coalizione in cui il Pd è asse portante: può continuare Emiliano a muoversi come un uomo solo al comando? Io dico di no. E lo dicono anche i nostri elettori. Una politica che non conosce limiti, a me non piace. Il Pd deve far pesare il suo sostegno alla giunta Emiliano o valutare passi indietro. Un presidente di centro sinistra in sintonia con Salvini e l’estrema destra ha seri problemi di collocazione. Io sono qui ad aspettare una risposta, mi aspetto che il segretario nazionale del Pd trovi il tempo per venire a Nardó prima del voto del 3 ottobre”, conclude il senatore del Pd.


