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Trieste ha gonfiato le vele del rapporto tra Italia e Russia, sempre piu' partner strategici come dimostrano i sette accordi bilaterali e le 28 intese commerciali firmate al vertice intergovernativo presieduto da Enrico Letta e Vladimir Putin, con 20 ministri. E' la dimostrazione della "disponibilita', dell'amicizia e della voglia di cooperare insieme", ha commentato raggiante il presidente del Consiglio, osservando che e' stato "riannodato il filo" dei summit italo-russi che si erano interrotti nel 2010 e che proseguiranno l'anno prossimo a Sochi. Letta ha sottolineato che il rapporto con Mosca puo' creare "posti di lavoro in settori strategici" per l'Italia.

Nella conferenza stampa finale del summit hanno fatto pero' capolino anche altri temi, come le tensioni tra Mosca e l'Ue sull'Ucraina e le domande su Silvio Berlusconi, poche ore dopo la cena di Putin a Palazzo Grazioli. Il capo del Cremlino ha espresso "stupore" e "delusione" per le critiche dei Ventotto che gli rimproveravano le pressioni su Kiev perche' non firmasse l'accordo di associazione con Bruxelles e ha invitato l'Ue ad "astenersi da dichiarazioni drastiche". "La scelta con chi scrivere accordi e' un diritto sovrano dell'Ucraina e noi lo rispetteremo", ha poi assicurato. Su Berlusconi, Putin non e' entrato nel merito delle vicende processuali, ma ha ricordato che "ha fatto molto per lo sviluppo dei rapporti tra Italia e Russia" e ha ribadito "i rapporti amichevoli, forgiati in anni di lavoro".

Le intese commerciali del summit, sottoscritte nell'ambito di un Business Forum, hanno riguardato soprattutto l'energia, con l'Eni che ha firmato due accordi con Rosneft, uno con Novatek e uno con il centro per l'innovazione di Skolkovo, ma anche l'industria e la finanza. Letta ha individuato nella metallurgia, nell'aeronautica e nell'industria spaziale gli altri campi di possibile collaborazione tra i due Paesi e ha auspicato un miglior accesso al mercato russo per le piccole e medie imprese italiane. Putin ha ricordato che l'Italia e' il quarto partner commerciale della Russia e nel 2013 l'interscambio potrebbe superare i 50 miliardi di dollari.

Gli accordi intergovernativi sottoscritti vanno dalla creazione di un 'corridoio verde doganale' al protocollo d'intesa tra la citta' di Venezia e il museo Ermitage. Nel dettaglio, c'e' un piano d'azione sulla collaborazione tra i due ministeri dell'Interno nella lotta alla criminalita', un memorandum d'intesa per la collaborazione nel settore sociale e del lavoro e un altro nel settore della salute. Poi una dichiarazione congiunta per la cooperazione nella tutela e il recupero dei beni culturali trafugati.

 

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Trieste ha gonfiato le vele del rapporto tra Italia e Russia, sempre piu' partner strategici come dimostrano i sette accordi bilaterali e le 28 intese commerciali firmate al vertice intergovernativo presieduto da Enrico Letta e Vladimir Putin, con 20 ministri. E' la dimostrazione della "disponibilita', dell'amicizia e della voglia di cooperare insieme", ha commentato raggiante il presidente del Consiglio, osservando che e' stato "riannodato il filo" dei summit italo-russi che si erano interrotti nel 2010 e che proseguiranno l'anno prossimo a Sochi. Letta ha sottolineato che il rapporto con Mosca puo' creare "posti di lavoro in settori strategici" per l'Italia.

Nella conferenza stampa finale del summit hanno fatto pero' capolino anche altri temi, come le tensioni tra Mosca e l'Ue sull'Ucraina e le domande su Silvio Berlusconi, poche ore dopo la cena di Putin a Palazzo Grazioli. Il capo del Cremlino ha espresso "stupore" e "delusione" per le critiche dei Ventotto che gli rimproveravano le pressioni su Kiev perche' non firmasse l'accordo di associazione con Bruxelles e ha invitato l'Ue ad "astenersi da dichiarazioni drastiche". "La scelta con chi scrivere accordi e' un diritto sovrano dell'Ucraina e noi lo rispetteremo", ha poi assicurato. Su Berlusconi, Putin non e' entrato nel merito delle vicende processuali, ma ha ricordato che "ha fatto molto per lo sviluppo dei rapporti tra Italia e Russia" e ha ribadito "i rapporti amichevoli, forgiati in anni di lavoro".

Le intese commerciali del summit, sottoscritte nell'ambito di un Business Forum, hanno riguardato soprattutto l'energia, con l'Eni che ha firmato due accordi con Rosneft, uno con Novatek e uno con il centro per l'innovazione di Skolkovo, ma anche l'industria e la finanza. Letta ha individuato nella metallurgia, nell'aeronautica e nell'industria spaziale gli altri campi di possibile collaborazione tra i due Paesi e ha auspicato un miglior accesso al mercato russo per le piccole e medie imprese italiane. Putin ha ricordato che l'Italia e' il quarto partner commerciale della Russia e nel 2013 l'interscambio potrebbe superare i 50 miliardi di dollari.

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