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Politica

Nella corsa al Colle "il Pd resterà unito. Lavoriamo per una proposta condivisa". Ha risposto così alla proposta di un fronte anti-Nazareno per il Quirinale lanciata oggi da Civati e Vendola, il vicesegretario democratico Lorenzo Guerini al termine della segreteria, convocata nel pomeriggio da Matteo Renzi per stabilire il calendario degli incontri in vista dell'elezione del capo dello Stato.

Non si è parlato di nomi oggi. E' ancora presto: la "rosa" verrà resa nota ai grandi elettori solo poche ore prima dell'inizio delle votazioni, previsto per giovedì 29 gennaio alle 15. E Renzi ha aperto a Bersani: è lui che vuole incontrare prima di svelare le sue carte. E' ancora Guerini -  capo della delegazione incaricata di sondare gli altri partiti, di cui fanno parte anche Debora Serracchiani, Matteo Orfini, Roberto Speranza e Luigi Zanda - a illustrare l'agenda degli appuntamenti dei prossimi giorni: "Martedì, dopo le riunioni dei nostri gruppi, ci saranno gli incontri con le altre forze politiche", aggiunge. Il 'sondaggio' della delegazione democratica aiuterà il premier a capire i numeri su cui può fare affidamento, quelli utili a raggiungere il "risultato".

Guerini poi, rivolto ai Cinque Stelle, ha aggiunto: "Noi ci confrontiamo con tutte le forze politiche compreso il M5s se lo vorrà. Se il M5s vorrà essere della partita è benvenuto". E, come detto, sulla proposta di Civati e Vendola, ha tagliato corto: "Questo è un passaggio in cui il Pd può presentarsi unito e bisogna lavorare per costruire una proposta condivisa sia di metodo che di merito. Confido che saremo in grado di farlo". Poco prima, entrando al Nazareno, aveva detto: "Se Civati fa le sue proposte dentro al Pd, le ascolteremo".

Anche Renzi è arrivato a piedi alla sede del partito ed è stato letteralmente preso d'assalto dai giornalisti che gli hanno chiesto se sia nato il partito del Nazareno e una nuova maggioranza. Ma il premier-segretario si è fatto largo fra la folla a bocca cucita.

Nichi Vendola e Pippo Civati uniti contro il patto del Nazareno per l'elezione del nuovo Capo dello Stato. E non chiudono la porta a nessuno, nemmeno al M5s, pur di sbarrare il passo a quello che il presidente della Puglia definisce come "una forma di inquinamento permanente della vita politica italiana".
 
Prende corpo, dunque, la "cosa rossa", l'alternativa di sinistra al Pd che non c'è ancora, sotto forma di un'alleanza contro l'accordo fra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. L'ipotesi viene concepita durante "Human Factor", la conferenza programmatica di Sel a Milano, che si apre simbolicamente con le immagini della chiusura della campagna elettorale di Alexis Tsipras, ad Atene, al suono di "Bella Ciao".

Il leader di Sel raccoglie subito l'invito di Pippo Civati, che lancia la candidatura NN (Non Nazareno), e a sua volta chiama a raccolta "un fronte anti-patto" nella elezione del nuovo presidente della Repubblica. "Non solo la sinistra di alternativa, ma tutte le forze che amano la Costituzione - dice Vendola - hanno non solo il diritto, ma il dovere di convergere e di impedire che questo delitto venga compiuto. Il patto del Nazareno - aggiunge - è ancora oggi la macchia pesante che inquina il volto del Partito Democratico".
 
A chi gli chiede se questo valga anche per i Cinque Stelle, Vendola risponde che si rivolge "a tutti coloro che vogliono giocare questa partita e non vogliono replicare il copione delle belle statuine. C'è la possibilità - conclude - che il parlamento riguadagni sovranità rispetto ai giochini che si fanno nelle segrete stanze".

Ma i 5S respingono l'invito al mittente: "Il nostro schema è chiaro - torna a spiegare Roberto Fico, deputato e componente del direttorio pentastellato che già ieri aveva espresso questo concetto a Repubbblica Tv -  aspettiamo una rosa di quattro nomi dal presidente del Consiglio e dal partito di maggioranza".

"Abbiamo chiesto chiaramente a Renzi di darci la lista con i nomi per il Quirinale e poi li valuteremo. Prima vanno chiesti alla maggioranza i nomi, Civati e Vendola non hanno i nomuneri in Parlamento. Poi se hanno buoni nomi li valuteremo ma i nomi li aspettiamo dal premier". Fabiana Dadone, parlamentare del Movimento 5 Stelle, interpellata da Affaritaliani.it, risponde così all'appello di Civati e Vendola sul presidente della Repubblica. "Per eleggere il nuovo Capo dello Stato ci vogliono numeri grossi. Quando nel 2013 abbiamo proposto Rodotà la maggioranza del Pd non lo ha votato e non so abbia fatto Civati. Noi vogliamo una risposta da Renzi e non da Civati e Vendola".

La risposta del Pd non tarda ad arrivare. "Il presidente del Pd Matteo Orfini, a chi alla Camera gli chiede di commentare l'iniziativa di Vendola e Civati, risponde "Auguri. Noi ci abbiamo provato. E continuiamo a provarci", aggiunge. Poi osserva: "Ma loro vogliono farlo contro di noi...".

Si mostra fiducioso nella tenuta del Pd, invece, il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina: "Sono convinto che ci siano tutte le condizioni per avere un partito unito alla prova fondamentale dell'elezione del presidente della Repubblica. Vedrete che sarà così. I prossimi giorni saranno importantissimi, il metodo che il Pd si è dato è giusto".

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