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Ranucci, l’ex compagna di Lavitola e l’ipotesi degli alibi costruiti “ad hoc”: “Loro d’accordo sulla bomba?”

Intanto, è attesa per oggi la decisione del Tribunale del riesame sulla richiesta presentata dalla difesa di Lavitola

Ranucci, l’ex compagna di Lavitola e l’ipotesi degli alibi costruiti “ad hoc”: “Loro d’accordo sulla bomba?”

Caso Ranucci, l’ex compagna di Lavitola pronta a parlare: “Si sono inventati i possibili alibi”

Le ore successive alla perquisizione nell’abitazione di Valter Lavitola potrebbero assumere un nuovo rilievo nell’inchiesta sull’attentato a Sigfrido Ranucci. Secondo quanto riportato da Libero e il Giornale, Natalia Potenza, ex compagna dell’imprenditore, sarebbe infatti pronta a fornire ulteriori elementi sulla vicenda. La storia risale alle prime ore del 5 luglio, quando i Carabinieri avevano appena concluso una perquisizione nella casa di Lavitola. L’uomo sarebbe stato arrestato cinque giorni più tardi e, il 12 agosto, avrebbe confessato di essere il mandante dell’attentato contro il giornalista, sostenendo di aver agito con l’obiettivo di “fargli rafforzare la scorta”.

Proprio in quelle ore, secondo la ricostruzione riportata dai due quotidiani, Laura Cianfoni, confidente dell’allora conduttore di Report, e Natalia Potenza si sarebbero scambiate messaggi contenenti informazioni e documenti collegati all’inchiesta e agli arresti dei quattro presunti esecutori materiali del piazzamento dell’ordigno.

L’ipotesi degli alibi costruiti

A riferire alcuni retroscena è stato il giornalista Giacomo Amadori, che ha raccontato di una telefonata avuta con Giuseppe Cavallaro, legale di Natalia Potenza. “Natalia sostiene che fossero d’accordo sulla bomba?“, avrebbe chiesto l’avvocato. Una domanda alla quale Cavallaro non avrebbe risposto direttamente, aggiungendo però che “in quella telefonata i due amici si sono inventati tanti possibili alibi“. Parole che potrebbero assumere un peso particolare nell’ambito dell’inchiesta, anche alla luce degli ulteriori elementi che l’ex compagna di Lavitola potrebbe decidere di rendere noti.

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Ranucci e l’ipotesi di un ingresso in politica

Nel frattempo, Sigfrido Ranucci è tornato a parlare anche del sondaggio relativo a una sua possibile discesa in politica, pubblicato nei giorni scorsi. Commentando i risultati, il giornalista ha spiegato: “È stato una sorpresa, perché io non ho né annunciato che mi candido né fatto campagna elettorale”. Ranucci ha quindi posto l’attenzione su alcuni dei dati emersi dal sondaggio: “Più interessante è la parte che riguarda il 23% che, alla domanda se mi voterebbe, dice ‘può darsi’, o il 30% che dice ‘non saprei’. Ma ancora più interessante, secondo me, è quella parte che non è stata pubblicata, che parla della mia credibilità e della credibilità delle inchieste di Report, che è sopra il 60% dopo tre mesi di campagne vergognose, la più grande character assassination della storia”.

Intanto, sul fronte giudiziario, è attesa per oggi la decisione del Tribunale del riesame sulla richiesta presentata dalla difesa di Lavitola. L’obiettivo è ottenere la scarcerazione dell’uomo e, in alternativa, il trasferimento agli arresti domiciliari.

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