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Politica
Reddito di cittadinanza, battaglia appena iniziata. Nel 2022 servono 800 mln

Il governo litiga sul reddito di cittadinanza, e portebbe farlo sempre di più visto che il suo costa continua a lievitare. "Prima di riformare il Reddito di cittadinanza occorre rifinanziarlo. E qui non si parla dei 200 milioni inseriti nel decreto fisco-lavoro approvato venerdì che tanto hanno suscitato le ire di Lega, Forza Italia e Italia Viva, oltre a Fratelli d’Italia che considera il Reddito un «metadone di Stato». Quei 200 milioni servono ad arrivare fino al 31 dicembre" scrive Repubblica. Attenzione, perché "per il prossimo anno ne occorrono almeno quattro volte tanto, se non si vuole tagliare l’assegno mensile - di 546 euro medi - a 1 milione e 400 mila famiglie che lo prendono. Ci penserà dunque la prossima legge di bilancio a tappare il buco". Prevista battaglia.

RDC: ROMEO, 'COSI' INCENTIVA A NON LAVORARE, MALUMORE GIORGETTI C'E' IN TUTTA LA LEGA'

''Il malumore di Giorgetti è il malumore che c'è in tutta la Lega. Il fatto di aver rifinanziato il reddito di cittadinanza, togliendo delle risorse ad alcuni capitoli fondamentali della legge di stabilità, come al reddito di emergenza, ai congedi parentali, all'accesso anticipato al pensionamento per i lavori faticosi e pesanti e quelli precoci, è inaccettabile". Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato della Lega, condivide lo 'sfogo' di Giancarlo Giorgetti al Cdm di ieri sul reddito di cittadinanza e ribadisce tutta la sua contrarietà a uno strumento considerato un "incentivo a non lavorare'', che favorisce il lavoro nero. "E' chiaro -dice all'Adnkronos Romeo- che questo togliere risorse a voci considerate e dichiarate da sempre importanti, sinceramente, lo troviamo assolutamente ingiusto. E poi c'è una questione di carattere più generale, perché questa misura, se non viene accompagnata dall'inserimento nel mondo del lavoro, è e resta una misura che non può stare in piedi". Il presidente dei senatori leghisti insiste: ''Ribadisco così com'è, il reddito di cittadinanza va rivisto e reso più giusto ed equo, perché non può essere un incentivo a non lavorare... E' giusto e corretto che le persone in difficoltà per una serie di fragilità particolari ricevano un sostegno, ma questo non può diventare una regola: il reddito di cittadinanza -avverte- non può diventare uno strumento per incentivare sostanzialmente a non lavorare e fare magari lavoretti in nero". "Non possiamo permetterci che la società futura -conclude Romeo- come ha avvertito Luca Ricolfi, diventi una società parassita di massa, dove sono di più quelli che non lavorano rispetto a quelli che lavorano''. (Pol-Vam/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 16-OTT-21 15:48 NNNN

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