Matteo Renzi è uscito allo scoperto. In molti se lo aspettavano e infatti il premier, rimangiandosi mesi e mesi di dichiarazioni, ha affermato che si voterà comunque nel 2018, anche se al referendum istituzionale dell’autunno dovessero prevalere i no. Alla base della capriola all’indietro carpiata (degna di un oro alle Olimpiadi appena terminate a Rio) da parte del segretario del Pd ci sono, ovviamente, i sondaggi negativi. Praticamente tutti gli istituti demoscopici danno il sì sconfitto, alcuni di pochi punti e altri in maniera netta. Quando Renzi affermava che in caso di sconfitta sulle riforme si sarebbe dimesso sperava di convincere gli italiani a votare a favore. E invece è stato esattamente l’opposto. Personalizzare il referendum è stato un gravissimo errore, visto che le opposizioni (anche quella interna al Pd) hanno trasformato il voto sulla Costituzione in un voto contro il presidente del Consiglio. Ora che la frittata è fatta – scatenando l’ira dei 5 Stelle, della sinistra radicale e del Centrodestra – Renzi annuncia candidamente che non si andrà alle urne anche se il no prevarrà sul sì. Ma non ci sono solo i sondaggi dietro la giravolta del leader dem. Il timore a Palazzo Chigi è che in caso di eventuali dimissioni con la sconfitta al referendum nasca, su input del Quirinale, un nuovo governo di larghe intese che duri fino al 2018, magari guidato da Delrio o dal ministro Padoan. Insomma, la preoccupazione di Renzi e dei suoi fedelissimi è che all’interno del Pd possa, in caso di dimissioni da premier, partire un’operazione (non solo da parte della minoranza di Bersani) che punti a sostituire il segretario e il cosiddetto ‘giglio magico’ che governa attualmente il Nazareno. Orfini, Delrio e Franceschini potrebbero quindi allearsi con Bersani, Cuperlo e Speranza per mettere da parte Renzi e i renziani e cambiare il vertice del Pd. Ecco perché il presidente del Consiglio ha scelto la strada della capriola all’indietro rimangiandosi la promessa di dimissioni in caso di sconfitta al referendum istituzionale.
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