“Credo profondamente che la riforma costituzionale sarà decisiva per l’Italia”. Matteo Renzi affronta a Santa Margherita i Giovani Imprenditori di Confindustria. Al giovane imprenditore che gli ha chiesto se il Sud sarà salvato dalle riforme costituzionali, Renzi ha risposto di “No”. “Non credo – ha detto il premier – che le riforme costituzionali possano salvare il Mezzogiorno. Il Mezzogiorno ci sarebbe, la strategia è finire ciò che è stato lasciato incompiuto e abbandonato per decenni. Il Sud può ripartire, ci sono primi segnali ripartenza con Matera 2019, ma se a Matera non ci arrivi manco con il treno…”. “Con il Frecciarossa arrivi a Roma, a Napoli, ti fermi a Salerno. E ti blocchi lì. E a Matera non ci si arriva”. “Ma bisogna dire alla classe imprenditoriale che il Mezzogiorno non dipende dai decreti legge”.
Renzi sfida i giovani imprenditori. “C’è una domanda cattiva?” E parlando di spending review, chiosa: “Fischiatemi pure, è il momento buono”.
Brexit. “Brexit sarebbe una sciagura per gli inglesi, nel breve periodo una turbolenza finanziaria avrebbe problemi anche per noi, ma non sarebbe sciagura nel medio lungo periodo. Spero che vincano quelli che vogliono mantenere l’Uk in Europa. Uscire sarebbe un errore per l’Europa e il Regno Unito, chi pagherebbe per primo il prezzo più alto è il cittadino inglese. Sulla Brexit credo che prevarrà il buon senso, gli inglesi non voteranno contro se stessi. Io voglio l’Uk in Europa”.
Articolo 18. “Non se ne parla più. Il 16 giugno chiedete ai vostri commercialisti quanto risparmierete sull’Irap. Vedrete i primi risultati. Avete ottenuto il super ammortamento. Il punto chiave della semplificazione è il sistema fiscale che non vuol dire pagare meno tasse ma pagarle meglio. Avere un sistema in cui semplicità è la regola del gioco con il contribuente. L’articolo 18 vi negava di assumere, averlo cambiato ha cambiato l’Italia”. “Aver fatto il fiscal compact senza avere strategie di investimenti è stato un errore fatto dai nostri partner europei e dall’Italia. Il messaggio ‘austerity austerity austerity’ non basta da solo. Bisogna darsi regole su deficit e debito, ma stimolare gli investimenti”.
Pubblica amministrazione. “L’altro problema è la pubblica amministrazione. Sono stati fatti passi avanti? Sì. È sufficiente? No. Bisogna fare quel che ha fatto Steve Job col telefono. Ha tolto il libretto di istruzioni, perchè l’Iphone era chiaro. O la Pa diventa semplice come il tuo telefonino e se sai che hai fatto il tuo lavoro con un clic puoi fatturare. Oppure non funziona. Ma su questo fronte siamo a metà dell’opera”.
Le accuse di piazzare gli amici. “Dicono che metto tutti i miei amici nei posti di responsabilità. È una frase ingiusta, noi mettiamo le persone migliori alla guida delle principali aziende, ai ministeri. Ma la sfida più grande si chiama Diego Piacentini che il 31 agosto prenderà servizio. È un top manager di Amazon, italiano, purtroppo interista (nessuno è perfetto), risponde direttamente al numero uno di Amazon. Gli ho chiesto, scusa, per due anni abbandoni tutto e fai il commissario per la digitalizzazione del Paese? Gli ho dato potere di vita e di morte. Obbedisco a tutto quel che mi dirà. Vedete? Ma quale amico. Mettiamo gli uomini migliori. E smettete di pensare che il Moloch della Pa sia irriformabile. Ci sarà sempre una storia che non funziona, ma non facciamola diventare il prototipo di quel che non funziona”.
Quelli che remano contro. “Il mio problema della fase politica è che da un lato ho i risultati del mio lavoro. Dall’altro c’è sempre qualcuno che si alza e dice, ‘ah, sì però….’. E che paradossalmente quasi un po’ si vergogna dei risultati. Facciamo un esempio: c’è il ballottaggio, e c’è chi dice, ‘ah, forse vince il M5s, forse la destra si riorganizza’. Sì, può succedere. Si chiama democrazia. Non dobbiamo avere paura ella democrazia. È chiaro che siamo alla metà dell’opera”.
“Per troppo tempo la classe politica italiana ha dato la stangata, che poi è stata pagata da chi è arrivato dopo. I nostri provvedimenti invece non sono in funzione delle prossime elezioni, ma delle prossime generazioni”.


