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Politica

La Bonino attacca - Se Matteo Renzi "è il nuovo che avanza, fatemi il favore di ridarmi l’antico" spiega parlando al comitato nazionale dei Radicali italiani. "Legga bene il messaggio di Napolitano, prima di rottamarlo" afferma poi il ministro.

Matteo Renzi (4)

Renzi, non ho criticato Colle. Legalita' di sinistra -  Matteo Renzi ha negato di avere criticato il Quirinale per la richiesta al parlamento di valutare l'ipotesi di amnistia. "Non ho parlato contro il presidente della Repubblica", ha premesso intervistato a In mezz'ora. "Io ho detto che non sarebbe serio, educativo, responsabile sette anni dopo un indulto come quello del 2006 farne un altro", ha spiegato., "innanzi tutto perche' non e' il sistema per svuotare le carceri, poi perche' non e' serio. La legalita' e' un valore di sinistra". Dunque, "non consentiamo di dire che siccome il parlamento non riesce a cambiare le leggi ogni tanto si aprono le porte del carcere", ha insistito.

Zanonato, criticare Renzi e' come attaccare Garibaldi - Flavio Zanonato ha difeso le sue critiche a Matteo Renzi sull'ipotesi di amnistia avanzata dal capo dello Stato. "Criticare Matteo Renzi (tema carceri) e' come parlare male di Garibaldi", ha scritto su Twitter. "Si scatenano i fans che conoscono solo offese e mai ragionamenti", ha aggiunto.

Zanonato, Renzi come Grillo. Guarda a convenienza - "Penso che Renzi ragioni cosi', mi conviene o no essere per l'indulto, di fronte all'opinione pubblica? L'oggetto in se' non gliene frega nienta, penso che ragioni solo sulla pura convenienza propagandistica". Questa l'opinione espressa dal ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato nel corso di un dibattito nell'ambito di 'Repubblica delle idee'. Alla domanda se Renzi sia come Grillo, Zanonato ha risposto: "Piu' o meno come Grillo. Si chiede 'mi conviene o no, prendo piu' o meno voti', fa il bilancio: 'ne perdo il 10 ne prendo il 15, 5 in piu' sono contro'".

"Apprezzo per molte altre cose Renzi - ha aggiunto il ministro, sottolineando poi che "il problema invece ha un altro aspetto: stabiliamo che l'indulto o l'amnistia, lo strumento che eventualmente il Parlamento decide, non favorisce Berlusconi, togliamolo dal ragionamento se no inquina tutto quanto". Secondo Zanonato in Italia c'e' "una popolazione carceraria eccessiva rispetto al numero dei posti nelle carceri e questo determina una situazione difficilissima da gestire, con l'effetto drammatico che abbiamo costruito un criminificio. Cosi' non si puo' continuare". Per costruire nuove carceri - ha fatto notare - "ci vorra' del tempo, bisogna avere dei soldi, qualcosa e' programmato", ma "bisogna sapere che non ha senso tenere una popolazione che spesso ha commesso reati abbastanza modesti e che nel tempo in cui li teniamo nell'universita' del crimine escono con potenzialita' criminale moltiplicato per 20".

L'OFFENSIVA DI RENZI NELLA GIORNATA DI SABATO

Pd, Renzi da Bari lancia la sua sfida: "Amnistia e indulto clamoroso autogol"

Il sindaco di Firenze parte da Bari. Matteo Renzi comincia la corsa alla segreteria nazionale del Partito Democratico dalla Fiera del Levante in Puglia. Arriva nel padiglione che ospita la convention con 45 minuti di ritardo. Ad attenderlo, circa duemila persone. E il sindaco di Bari, Michele Emiliano.

"Non facciamo il congresso per capire quanto dura il governo". Lo ha chiarito Matteo Renzi nel suo discorso a Bari per l'inizio della campagna per le primarie del Pd. "Se il governo fa delle cose utili siamo a fianco del governo", ha assicurato. "Se non lo fa", ha proseguito, "non siamo in una logica 'brunettiana' di mettere delle bandierine. Noi pensiamo non si giochi a bandierine quando si fa politica. Vogliamo raccontare come deve cambiare l'Italia".

La rottamazione dell'establishment. Parte subito con il primo affondo: "Questa discussione su un ventennio che è finito, ci fa fare conti con le nostre difficoltà. L'Italia in questi venti ha perso tempo, ma non ha risolto i problemi delle persone. L'unica cosa che ha creato sono i talk show". E ancora: "Vedere imprese che chiudono e grandi aziende come Alitalia e Telecom, significa che parlando di rottamazione della classe dirigente siamo stati fin troppo gentili". E giù il colpo: "In questi 20 anni un intero establishment politico ha fallito". Poi, un rivolto ai suoi sostenitori: "Sui carri non si sale, i carri si spingono". Un chiaro riferimento alla gran corsa di dirigenti - di primo e secondo piano - che nelle ultime settimane sono andati a ingrossare lo schieramento renziano. Poi la sua idea di partito: "Noi vogliamo un partito che vinca perché vogliamo che Italia torni a crescere.

L'errore sull'amnistia. Il governo si giudica dalle cose che fa. Ma la presa di distanza più netta è su amnistia e indulto: "Affrontare oggi il tema dell'amnistia e dell'indulto è un clamoroso autogol. Bellissimo vedere chi fa volontariato nelle carceri, ma come facciamo a insegnare la legalità ai giovani e agli studenti se ogni sei anni buttiamo fuori i detenuti perché le carceri scoppiano?".

Sentinella del bipolarismo. Un altro passaggio fondamentale è quello sulla legge elettorale. "Per farla non c'è bisogno di fare lo sciopero della fame, come il mio amico Roberto Giacchetti. Questo congresso del Pd servono per definire ciò che Pd farà nei prossimi mesi. Se vinciamo noi saremo le sentinelle del bipolarismo in cui ci si confronta e non ci si insulta. Entro novembre presenteremo nostra proposta di legge che consentirà di sapere subito chi ha vinto". E spiega: "Chi vince le elezioni sarà responsabile delle cose che non fa. Ci dovrà essere alternanza. Il nostro sistema elettorale sarà quello del sindaco d'Italia. La nostra proposta sarà presentata alla Camera, trovando convergenze con Vendola e Monti e anche con il Pdl, se lo vorrà". Quanto alle riforme istituzionali: Abbiamo il coraggio di dire che abbiamo sbagliato con la riforma del titolo V della Costituzione? Iniziamo a cambiare dalle piccole cose, dando il buon esempio".

L'Europa da cambiare. Renzi applica il suo mantra di cambiamento all'Europa. Cambiare verso significa immaginare l'Italia di domani. L'Italia deve cambaire verso l'Europa. E' l'Europa il problema dell'Europa. L'Europa non può essere solo quella cosa che ci dice quello che dobbiamo fare, ma che poi si dimentica di noi quando ci sono le tragedie a Lamepedusa. Siamo noi che dobbiamo chiedere all'Europa". E spiega: "Serve un'Europa con regole uguali per tutti, dal lavoro alla difesa". Sulla politica di Bruxelles pronuncia parole nette: "Il Pd deve a vere il coraggio di dire che Europa e' malata. Il principio del 3 per cento nel rapporto deficit/pil si puo' cambiare, ma l'Italia deve cambiare verso all'Europa e il Pd deve cambiare verso l'Italia".

Il tema del lavoro. "La Repubblica è fondata sui soliti noti, sugli amici degli amici. Proviamo a cambiare le regole del lavoro e eliminiamo i vincoli per chi vuole investire. Centrosinistra abbia il coraggio di dire che non c'è più libertà di assumere perché chi avvia un'azienda deve rispettare troppe regole". 

"Sul carro non si sale ma si spinge". Matteo Renzi ha ironizzato sui tanti che si sono schierati con lui dopo averlo per anni contrastato. "Sul carro non si sale, il carro si spinge perché c'è da lavorare...", ha chiarito parlando a Bari.
 

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