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Politica
Vittorio Feltri per Affaritaliani.it: Renzi come un Forlani qualsiasi

 

Hasta el Vittorio siempre! Il benvenuto di Angelo Maria Perrino

Secondo i sondaggi più recenti, il gradimento popolare di Matteo Renzi sarebbe in calo da qualche tempo. Il dato non mi sorprende e sono convinto che sarà confermato. Mi stupirei del contrario, perché il premier, pur conservando intatta la propria abilità davanti alle telecamere e ai microfoni, comincia a non essere convincente. Si intuisce che egli non ha come una volta una gran fiducia in se stesso, figuriamoci se possono averne in lui i cittadini.

Tanto più che lo sfasciacarrozze, dopo aver rottamato il rottamabile, si sta comportando esattamente come i rottamati: negozia, si rimangia gli impegni assunti, cerca compromessi e li trova, esaurisce la carica ottimistica in discussioni noiose per il pubblico. Parla di legge elettorale ogni giorno, quasi che dal modo di votare dipendesse la quantità dei voti destinati a questo o a quel partito, quando invece è noto che vince chi ha maggiori consensi, alla lunga e alla breve.

Non solo. L'ex sindaco di Firenze si smarrisce in mille chiacchiere e liti con Berlusconi, con i sindacati, con i dissidenti del Pd, con gli alleati della maggioranza. E non conclude nulla di buono. Le riforme che ha realizzato sono finte, cipria e rossetto. Quella delle Province è una presa per i fondelli: esse dovevano essere abolite, viceversa sono ancora lì gonfie di personale da pagare esattamente quanto prima; quella del Senato è in alto mare e, quand'anche giungesse in porto, le spese di Palazzo Madama non diminuirebbero di un euro. Le tasse, per ammissione dello stesso ministro Padoan, lungi dall'essere state diminuite, sono aumentate.

Non bastasse, il premier si è avvitato nel dibattito sulla successione a Giorgio Napolitano, e consuma giorni e giorni blaterando di politichetta: cosicché corre il rischio di diventare un Arnaldo Forlani qualsiasi e di annegare nelle chiacchiere, trascinando sott'acqua il Paese che già fatica a rimanere a galla. La vedo brutta, la vedo nera, come diceva la famosa marchesa.

Vittorio Feltri
 

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