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Politica

Qualcuno ha definito l'annuncio in Tv di Matteo Renzi-15 giorni prima delle elezioni-ai pensionati medio-bassi "un obolo". Forse ma, per i 4 milioni di pensionati, che riscuoteranno 500 euro il 1 agosto, sarà una "mancia" tutt'altro che sgradita. Come in occasione degli 80 euro, annunciati, su Twitter, pro-redditi bassi, prima delle europee, poi stravinte dal PD, non pochi hanno pensato al mitico Sindaco di Napoli degli anni 50. Di Achille Lauro, si ricordano i pacchi di pasta, rifilati ai cittadini più indigenti durante le campagne elettorali. E la scarpa, consegnata agli elettori bisognosi, con la promessa che l'altra sarebbe arrivata dopo il voto...

Il più duro, con Matteo, è stato Beppe Grillo : "Lauro, almeno, una scarpa, prima delle elezioni, la diede. Gli 80 euro, in busta paga, arrivarono solo dopo le elezioni europee. Da un voto due scarpe, a un voto 80 euro...". >>> Il "laurismo"è passato alla storia come una delle pagine più negative delle amministrazioni della tormentata capitale del Sud. Di recente, tuttavia, le giunte di don Achille- che fu Sindaco, fino al 1961, per 2375 giorni-sono state rivalutate, in parte, da non pochi osservatori e storici di sinistra. Don Gigino de Magistris, catapultato sulla poltrona di Sindaco di Napoli da tantissimi elettori, delusi dai clamorosi fallimenti delle giunte progressiste, non poteva, certo, immaginare di venire accostato al "Comandante" e ai suoi metodi di governo, clientelari e familistici. Un'esperienza, non positiva, quella dell'ex magistrato, che dimostra i limiti del leaderismo, emerso nella ormai ventennale fase della crisi dei partiti. Che, privo di agganci saldi e forti nella società, lascia troppa discrezionalità, nelle realtà locali, come a Roma, al Sindaco-Sovrano e ai suoi "cerchi magici".

Renzi dovrebbe riflettere su questo punto : quando salta la saldatura tra i ceti produttivi e intellettuali, e i partiti contano sempre di meno, e al merito viene anteposta l'obbedienza, si indebolisce il tessuto democratico. L'annuncio sull'acconto ai pensionati il premier non l'ha fatto ai sindacalisti, o davanti al Parlamento, o alla direzione del PD, ma in Tv, nel seguito programma domenicale del bravo Massimo Giletti, "L'Arena". Le mediazioni, le vecchie liturgie, i confronti, Renzi, come in passato Berlusconi, e prima di lui Craxi, non le sopporta. Vorrebbe rottamarle, come ha fatto con tanti politici e manager, non con tutti. Predilige parlare ai cittadini, senza filtri. Lo fa a braccio, in un italiano chiaro, non litigando con i congiuntivi, come Di Pietro. O come Lauro, che arringava i napoletani, in dialetto. E, una sera, quando non funzionò il microfono, durante un comizio in piazza, urlò: “Chiamate il radiologo !". Un'altra volta, promise agli elettori plaudenti :"Le nostre attese non si fermeranno sulla sogliola di Montecitorio !",

Ma, forse, l'ex Sindaco di Firenze non dovrebbe liquidare come "tecnicamente obsoleto"(lo fece D'Alema con Occhetto) il monito di Eugenio Scalfari, 91 anni, nella sua omelia domenicale su "La Repubblica" : "Chi comanda da solo, piace a molti, ma ferisce la democrazia !". E un governo autoritario presenta molti rischi, da evitare. Forse, più di Renzi e del declinante Berlusconi, indebolito dall'addio di Fitto, Lauro, come uomo politico, fu dotato di grande carisma. E, addirittura, "venerato" da gran parte dei napoletani, tanto che, nelle elezioni comunali del 1952 e del 1956, riuscì ad arrivare fino a circa 300 mila preferenze, quota mai raggiunta prima da un candidato alle elezioni locali. Fascista, capopopolo, don Achille fu sindaco di Napoli con il partito monarchico di Alfredo Covelli.

Egli spese 500 milioni per la campagna elettorale all’americana e 105, da Presidente del Napoli, per il bomber svedese, Hans Jeppson, primo grande colpo del calciomercato. Come il Cavaliere, oltre al calcio, 'o Comandante amava le belle e giovani donne. E si vantò, a 70 anni, di avere 4 rapporti sessuali al giorno ! Con le attuali opposizioni, pur non molto incisive, Matteo Renzi dovrebbe essere più disponibile e dialogante. Anche con Salvini, che non è un "garzone di macelleria padana", come lo ha definito un commentatore progressista. Il successore di Letta, serenamente congedato, si è formato alla scuola del cattolicesimo di sinistra.

A differenza di Lauro, che fu un grande armatore e la cui attività di Sindaco- che venne, severamente, bocciata da Francesco Rosi nel filmone "Le mani sulla città"- si infranse contro il "tradimento" di 7 consiglieri monarchici, che passarono alla DC. E che il direttore del "Roma" di Lauro, Alberto Giovannini, fascista e grande giornalista, bocciò come i "7 puttani di Napoli" Il linguaggio, colorito e ricco di epiteti, ben evidenziava il trasformismo che, 54 anni dopo, è normale pratica politica, soprattutto quando Giovannini denunciò :<< La fame di posti e l'ambizione di cariche sono alla base di queste troppo facili crisi di coscienza, sono gli assessori- squillo, i consiglieri squillo, che si offrono, sulla pubblica piazza, al migliore offerente !".

Pietro Mancini

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