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Politica

La politica italiana è nel guado e non si sa ancora se saprà uscirne prima che sia tutto perduto. Intanto dal Partito Democratico segnano la via d'uscita, l'exit strategy. Un disegno espressivo e fin troppo semplificativo indica una rotonda in cui la svolta a sinistra porta ad una strada chiusa, andare dritti è impossibile e quindi è possibile solo girare a... destra. Un semplice errore grafico? Forse sì, ma di sicuro riassume graficamente la strada che in molti nel Pd stanno valutando. Perché tra i democratici sono in molti a preferire un'alleanza con il Pdl per costruire un governo di larghe intese.

Pd uscita di destra

"Stiamo vivendo una situazione politico-istituzionale in cui stiamo perdendo tempo, e questo mentre il mondo ci chiede di chiedere di correre a velocita' doppia". Cosi' Matteo Renzi, sindaco di Firenze, nel suo intervento al convegno per i 120 anni della camera del lavoro di Firenze. In prima fila, il segretario generale della Cgil Susanna Camusso

bersani renzi

 

"Le imprese sono sull'orlo della fine, il tempo è scaduto. Ormai bisogna prendere atto che la clessidra è agli sgoccioli. Serve credibilità politico istituzionale, e risposte sui temi del lavoro, o rischiamo di perdere la strada per tornare a casa". Lo ha detto Matteo Renzi, sindaco di Firenze, intervenendo al convegno per i 120 anni della Camera del Lavoro di Firenze.

"La Repubblica fondata sul lavoro rischia di essere fondata sulla rendita o bloccata dal lavorio di chi crede di potersi permettere altri ritardi". Cosi' Matteo Renzi, nel suo intervento per i 120 anni della Camera del Lavoro di Firenze. "Anche il tanto odiato 'new labour', aveva quella parola, lavoro, al centro del suo programma - ha proseguito Renzi - dobbiamo immaginare una nuova stagione di diritti, ma anche di doveri.

RIMBORSI ELETTORALI - "Il rimborso elettorale ai partiti va interamente abrogato perche' rappresenta una forma impropria di finanziamento pubblico alla politica. Il meccanismo disciplinato dalla legge attualmente in vigore, non fa infatti alcun riferimento alle spese sostenute dai partiti nelle competizioni elettorali ma eroga un finanziamento sulla base dei voti ricevuti". Lo sostengono dieci senatori del Pd - vicini a Matteo Renzi - Andrea Marcucci, Rosa Maria De Giorgi, Stefano Collina, Nadia Ginetti, Roberto Cociancich, Laura Cantini, Mauro Del Barba, Isabella De Monte, Stefano Lepri e Mario Morgoni, che oggi hanno depositato una proposta di legge per abrogare il rimborso elettorale ai partiti.

Per i senatori 'renziani' "bisogna ripartire dal referendum del 1993 che fu clamorosamente aggirato e abolire una legge giustamente invisa all'opinione pubblica, per poi studiare meccanismi alternativi che prevedano il contributo diretto dei cittadini, anche attraverso il credito di imposta. Il modello al quale ci ispiriamo - proseguono i parlamentari - stimola una larga partecipazione degli elettori, con l'obiettivo di incentivare micro versamenti volontari. In 40 anni di finanziamento dello Stato alla politica - aggiungono i senatori - e' venuto infatti meno l'obiettivo nobile che lo ispirava, ovvero la capacita' di eliminare corruzione e malversazione, cosi' purtroppo non e' stato. Ci auguriamo che il nostro disegno di legge - concludono i senatori - trovi un ampio consenso trasversale in Parlamento e possa diventare segno tangibile di una politica che si rimette in discussione e si ispira a criteri di trasparenza e di sobrieta'".

LA 'GEOGRAFIA' DELL'EMICICLO - Trovato l' accordo sulla dislocazione dei gruppi parlamentari nell'aula della Camera. Il Movimento 5 stelle siedera' nel settore di centrodestra, fra il Pd che occupera' con Sel i banchi a sinistra della presidenza e il Pdl che occupera' gli scranni a destra. Vicini ai grillini i deputati di scelta civica (posizionati al centro dell'aula), del misto che occuperanno le ultime fila dei banchi M5s e la Lega che siedera' sotto i deputati del Movimento. Sel sara' con il Pd nei primi banchi dell'estrema sinistra dell'emiciclo e Fratelli d'Italia sara' nella parte destra.

GRILLO: CHI VUOLE ACCORDO CON PD HA SBAGLIATO A VOTARCI - Chi vuole l'accordo di governo con il Pd ha sbagliato a votare il Movimento 5 Stelle, e la prossima volta e' pregato di "votare un partito". Lo scrive sul suo blog, con una serie interminabile di interrogativo, Beppe Grillo. "Perche' hai votato il MoVimento 5 Stelle? Per fare un governo con i vecchi partiti? Per votare in Parlamento i meno peggio? Per discutere con il pdmenoelle di programma quando quello del M5S e' il suo esatto contrario? Per spartire poltrone e posti di comando a partire dalle presidenze di Camera e Senato?", chiede polemico Grillo.

Prosegue l'elenco: "Per autorizzare l'esproprio del Parlamento che, dopo un mese, non ha ancora nominato le commissioni? Per fare la Tav, la Gronda e gli inceneritori di Bersani? Per legittimare una classe dirigente che ha fatto fallire il Paese? Per seppellire MPS sotto il tappeto pdimenoellnno, il piu' grosso scandalo finanziario della Repubblica? Per delegare qualcuno a tuo posto e stare alla finestra e vedere l'effetto che fa?". E ancora:"Per mantenere i finanziamenti elettorali ai partiti? Per erogare i contributi diretti e indiretti ai giornali di propaganda che infettano il Paese? Per mantenere il segreto su chi ha usufruito dello Scudo Fiscale? Per non fare nessuna legge anti corruzione? Per non fare nessuna legge contro il conflitto di interessi? Per partecipare a riunioni extra parlamentari di 10 saggi che sono parte del problema? Per non mandarli tutti a casa?". Ancora Grillo: "Per mantenere una televisione pubblica indecente e mantenuta dalle tasse degli italiani, controllata dai partiti e in perdita di 250 milioni di euro? Per permettere l'ingresso nel Tribunale della Repubblica di Milano dei parlamentari del Pdl a difesa di Berlusconi, un atto inaudito non sanzionato dalle Istituzioni? Per vedere ogni giorno le solite facce degli esponenti dei partiti che hanno rovinato il Paese?". Conclusione: "Se hai votato per il M5S anche soltanto per uno di questi punti, allora hai sbagliato voto. Mi dispiace. La prossima volta vota per un partito".

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