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Il bilancio di Renzi dei due anni da premier

Il premier: “No a bambini di serie A e serie B, la legge si deve chiudere velocemente”. E fa il bilancio dei primi 24 mesi: “Siamo a metà del cammino. Qual è prossima priorità?”

E’ tempo di bilanci per Matteo Renzi, a due anni dall’incarico di guidare l’esecutivo dopo Enrico Letta. E il premier, incontrando la stampa estera, sintetizza il lavoro fatto: “L’Italia non è più il problema d’Europa. L’Italia c’è, è forte e solida, ma ci sono ancora tante cose da fare: ho la stessa fame del primo giorno”. Il presidente del Consiglio ha sottolineato, ancora una volta gli obbiettivi raggiunti dall’esecutivo: “Mai sono state fatte così tante riforme in così tempo, ma siamo ancora affamati perché ci sono ancora troppe persone senza lavoro”, ha aggiunto, senza dimenticare, però, che “il futuro è tornato di casa in questo Paese, il passato c’è sempre stato, lo sapete, ma la vera sfida nostra è portare il futuro ad avere residenza in Italia e solo la politica può farlo”.

Ed è convinto di proseguire fino al 2018: “La legislatura terminerà nel febbraio del 2018, quindi siamo esattamente a metà. In due anni molte delle iniziative che il governo aveva scelto di realizzare stanno andando avanti: legge elettorale, scuola, pubblica amministrazione. L’Italia aveva il segno meno su Pil e occupazione, ora abbiamo il più. Non è ancora chiusa la partita sulla riforma costituzionale, ma è la priva volta in Occidente che un ramo del Parlamento vota per il suo superamento”, ha ribadito ancora il premier.

Unioni civili. Immancabile una domanda sulle unioni civili, la cui discussione riprende mercoledì al Senato: “Speriamo di chiudere entro qualche giorno”, ha detto il presidente del Consiglio. “Via via che gli altri si sfilano, l’accordo” sulle unioni civili “lo facciamo con chi ci sta”, ha detto, riferendosi al passi indietro fatto dal Movimento 5 stelle. “Oggi il problema che abbiamo è che non si vada avanti da nessuna parte, che il dibattito sia bloccato, che sia la strada di un emendamento di governo o un accordo parlamentare la certezza è che questa legge si faccia”. Il Pd, ha proseguito ha 112 voti: “Occore arrivare a 161 – ha precisato -. Occorre trovarne altri 49 o 50. Di conseguenza serve l’accordo di qualcun altro e non basta un solo partito. C’era una prova d’intesa col M5s che venti minuti prima di votare l’emendamento Marcucci si è tirato indietro. Si dice che cambiare idea è segno di intelligenza, allora loro sono dei geni assoluti, perché hanno cambiato idea costantemente”. Una cosa è certa: non si può più aspettare. “C’è solo una cosa su cui dare certezza: che questa legge si faccia davvero senza che la strategia del rinvio colpisca ancora…Non possono esserci bambini di serie A e di serie B, noi pensiamo sia arrivato il momento di mettere la parola fine a questo lungo rinvio sulla legge sulle unioni civili e nei fatti c’è stato un ostruzionismo. Siamo dell’idea che si deve chiudere velocemente”.

Ue. “Credo che il referendum non sarà una passeggiata per nessuno. Cameron l’ha detto con franchezza”, ha risposto il presidente del Consiglio a una domanda sulla Ue. Il referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europea “sarà su una certa idea di Europa – ha aggiunto – sarà una campagna molto difficile”. Renzi ha sottolinetao che “siamo a un bivio, o l’Europa cambia oppure rischia di vanificare la più grande operazione di costruzione politica mai fatta”. E ha ribadito la sua visione dell’Unione europea, affermando che “L’Italia lavora per questo, non per ottenere qualche briciola di compensazione ma per l’ideale europeo”.

Niente solidarietà a senso unico. Ancora una volta, Renzi ha sottolineato l’impegno dell’Italia: “Noi ogni anno mettiamo 20 miliardi e ne riprendiamo 12 in fondi europei, noi siamo contributori attivi. A questo punto: o fai come Thatcher ‘voglio indietro i miei soldi’ o, come noi, sei disponibile a mettere più soldi se c’è un ideale comunitario. La solidarietà in Europa non deve essere a senso unico e la mia opinione molto chiara è che quando si dovrà discutere della programmazione dei fondi, non potremo non tener conto che qualcuno immagina la solidarietà a senso unico”. E ha proseguito: “Ho detto al tavolo Ue molto chiaramente che al momento di discutere della programmazione dei fondi non possiamo non tenere conto che qualcuno non è solidale sull’immigrazione. A quel punto è legittimo che i paesi più grandi possano non essere solidali sui fondi”. E ha osservato che “se avessimo utilizzato il principio dell’egoismo, oggi non avremmo l’Europa a 28” visto che “sono saltati dei governi in nome dell’allargamento della Ue, basta ricordare l’idraulico polacco: qualche leader ha rischiato la poltrona per allargare ad Est”.

A marzo negli Usa…”Saremo a marzo al vertice promosso da Obama sul nucleare che si tiene a Washington.Tema su cui l’italia ha carte da spendere sia in termini politici che industriali per lo smaltimento”, ha annuncia ufficialmente il premier. Il vertice si terrà il 30 e 31 marzo, ma “prima di quella data saremo forse in Nevada, Illinois e Massachussets per una missione”, ha precisato. Per quanto riguarda le prossime elezioni Usa, Renzi tifa Clinton: “Da presidente del Consiglio dico che lavoreremo con chiunque sarà il presidente Usa, evidentemente. Da segretario del Pd nel rispetto della democrazia Usa faccio il tifo per Hillary Clinton”.

Ad aprile a Teheran. Dopo aver ricevuto il presidente Rohani a Roma, Matteo Renzi ha annunciato di avere in programma un viaggio in Iran: “Sarò ad aprile a Teheran”.

“Il 18 giugno sarò a San Pietroburgo su invito di Putin che ho già incontrato al Cremlino a marzo 2015”, ha detto poi il premier, rispondendo a una domanda sul forum economico in programma a giugno in Russia. Rispondendo a una domanda sulle sanzioni alla Russia, Renzi ha dichiarato: “Spero si possa chiudere la fase sanzionatotia al più presto, ovviamente con l’implementazione dell’accordo di Minsk. È assurdo – ha aggiunto – non coinvolgere tutte le forze e i Paesi di buona volontà contro l’Is, che è di gravità inaudita. Continuo a pensare sia necessaria una grande convergenza internazionale e il ruolo della Russia sia molto importante, ma deve rispettare i principi di indipendenza e sovranità Ucraina”.

La prossima riforma. E affida anche alla Rete una sintesi, postando su Facebook le tradizionali slide e chiedendo ai cittadini di indicare la prossima priorità: “Buongiorno. Qui trovate ventiquattro slide sui primi ventiquattro mesi di governo. Siamo a metà del cammino, mancano ancora  due anni. Qual è per voi la priorità? Qual è secondo voi la riforma più urgente, adesso?”. Così il presidente del consiglio, matteo renzi, interpella gli utenti che lo seguono su facebook nel giorno in cui il suo governo compie due anni.