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Politica
Leopolda 5, Renzi lancia la Leopolda: "Qui parla chi ha creato posti di lavoro"

"Vogliamo ricordare cos'e' la Leopolda: la facciamo per ricordarci cosa vogliamo fare, cosa vogliamo essere, vogliamo essere noi stessi e vogliamo essere concreti e operativi. La Leopolda ci ricorda che siamo bambini, noi vogliamo cambiare l'Italia". Cosi' il premier Matteo Renzi, aprendo la serie di interventi di imprenditori alla kermesse fiorentina. "Al massimo faccio due mandati come premier. Nello spirito della Leopolda. Massimo 2023", afferma.

Corruzione ed evasione sono i nemici da battere per far ripartire economia ed occupazione. Con queste parole poi  Renzi introduce i suoi due ospiti sul palco, Raffaele Cantone e Rossella Orlandi, e spiega: "se decidiamo di creare posti di lavoro in Italia, ed e' il nostro obiettivo, serve anche il contesto del Paese che da' queste opportunita'. Se non mettiamo in atto una strategia per liberare energie non faremo imprese. Noi dobbiamo sconfiggere corruzione ed evasione".

E' finito il tempo dei governi bloccati, dalla tecnocrazia, dalla burocrazia europea e dalle manifestazioni dei sindacati. Matteo Renzi sale sul palco della quinta Leopolda, la prima di governo, e la difende da chi l'aveva criticata e cerca di lasciarsi ingessare nemmeno ora dal suo ruolo istituzionale.

Insomma, di piu', molto di piu' dei 284 chilometri che separano Roma da Firenze. La distanza tra le due anime del Partito Democratico, quela 'renziana' e di governo riunita alla Leopolda, e quella di lotta in piazza a San Giovanni sembra siderale. Per Rosy Bindi la "contro manifestazione" della Leopolda "e' imbarazzante". Di piu': "E' l'attestazione che il Partito Democratico va oltre se stesso, oltre il Partito Democratico". Deborah Serracchiani, invece, accusa: Bindi "tradisce mancanza di conoscenza, ignoranza di quello che accade alla leopolda". Il Partito Democratico diviso sulla tratta Roma-Firenze mette in piazza, quella fisica e quella mediatica, le proprie lacerazioni interne. Complice la manifestazione oceanica della Cgil, andata anche oltre le piu' rosee aspettative degli organizzatori.

E complice la scaletta della Leopolda, che ha visto nel finanziere Davide Serra, sostenitore della prima ora di Matteo Renzi, il mattatore della seconda giornata alla vecchia stazione fiorentina durante la quale, tra le altre cose, ha proposto di limitare il diritto di sciopero per i lavoratori del pubblico impiego. Una presenza che non e' andata giu' a Bindi e alla parte di democrats presente a piazza San Giovanni: "Se per parlarci bisogna andare a una contromanifestazione del Pd e' un po' difficile", dice Bindi: "In questi mesi non ho visto organizzare alcuna manifestazione del Pd, esclusa la festa nazionale che era incorporata dentro una festa provinciale. Improvvisamente dentro a un luogo artificiale, improvvisamente, il Pd organizza una contro manifestazione. Si capisce fin troppo. Una sede in cui parla il finanziare serra e non una sede in cui ci si puo' confrontare".

"Questa non e' una contromanifestazione", e' la replica in diretta televisiva di Serracchiani, "qui c'e' tantissimo Pd. Certo che ci sono gli imprenditori, ma io non posso non parlare con gli imprenditori se intendo governare e amministrare un paese. Non e' vero che non abbiamo fatto manifestazioni del Pd in questi mesi, abbiamo fatto una quantita' immensa di Feste dell'Unita'. Se guardassi la mia agenda ti accorgeresti che c'e' ancora la Festa dell'Unita'". Lontani dalle telecamere, gli esponenti della sinisra dem hanno ribadito gli stessi concetti: "Finche' si continua a far parlare un finanziere con conto alle Cayman come Serra si continuera' a tradire la storia e la cultura di questo partito", accusa Alfredo D'Attorre, esponente dela sinistra dem. Per Stefano Fassina, "e'un problema del Partito Democratico che il segretario faccia una riunione di corrente e non convochi una assembela nazionale dei coordinatori di circolo del Pd, per ascoltare e per spiegare. Siamo in una fase in cui una parte cospicua della base del Pd non capisce e non condivide le scelte di un governo che, invece di contrastare la precarieta', l'aggrava". La presenza in piazza accanto alla Cgil e' una questione di coerenza per Gianni Cuperlo: "Mi sento coerente, molto coerente non solo con la mia storia, ma con le mie convinzioni, con la natura del Partito Democratico per come l'abbiamo pensato", ha sottolineato Gianni Cuperlo". E a chi lo rimprovera di avere tenuto a battesimo la Leopolda assieme a Matteo Renzi, Pippo Civati ribatte: "Renzi con me era una cosa, Renzi a destra e' un'altra".

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