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Case ex Enasarco, è scontro in Campidoglio: bocciato lo stop ai condomìni misti

La mozione non passa e il piano Enasarco prosegue. Ma il vero terreno dello scontro si sposta ora dentro i condomìni: sarà la gestione concreta di spese, manutenzioni e convivenza tra pubblico e privato a misurare la tenuta dell’operazione.

Case ex Enasarco, è scontro in Campidoglio: bocciato lo stop ai condomìni misti

La maggioranza respinge la mozione del centrodestra che chiedeva di frenare l’acquisto di singoli appartamenti negli stabili con proprietari privati. FdI teme problemi su spese e gestione, il Campidoglio tira dritto sul piano per l’emergenza abitativa

La partita delle case ex Enasarco torna ad accendere l’Aula Giulio Cesare. La maggioranza capitolina ha respinto la mozione sostenuta dal centrodestra che chiedeva di rivedere l’acquisizione degli appartamenti destinati all’edilizia residenziale pubblica, con particolare attenzione agli immobili inseriti nei cosiddetti condomìni misti.

Il nodo è proprio questo: Roma Capitale sta acquistando anche singole unità abitative all’interno di palazzi dove una parte degli appartamenti appartiene già a privati. Una soluzione che il Campidoglio considera funzionale ad ampliare rapidamente il patrimonio Erp e ridurre le liste d’attesa, ma che da mesi incontra le proteste di alcuni residenti.

Il nodo delle spese condominiali

La mozione chiedeva di privilegiare l’acquisto di interi fabbricati e di sospendere le acquisizioni frazionate, oltre a una verifica preventiva degli oneri futuri.

Secondo i consiglieri di opposizione, il rischio è che eventuali ritardi del Comune nel versamento delle quote condominiali possano creare difficoltà nella gestione ordinaria degli stabili, dalle manutenzioni ai servizi comuni. Si tratta, allo stato, di preoccupazioni sollevate dal centrodestra e da alcuni proprietari, non di conseguenze già accertate dell’operazione. Il Campidoglio ha invece previsto valutazioni di impatto sociale e strumenti di confronto nei complessi misti.

FdI attacca, la maggioranza conferma la linea

FdI contesta dunque la scelta e chiede maggiori garanzie per chi negli anni ha acquistato gli appartamenti ex Enasarco. Dall’altra parte resta l’obiettivo dell’Amministrazione: recuperare oltre mille alloggi e destinarli alla graduatoria delle case popolari, in una città dove l’emergenza abitativa continua a pesare.