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Politica
Renzi: "Obama è una fonte d'ispirazione". Foto e video del tour presidenziale

"Credo che il primo ministro, Matteo Renzi, debba prendere delle scelte difficili. Questa e' la natura dei leader politici e io sono fiducioso". Suona come un endorsement, anche se condito con una sottolineatura riguardante tante difficolta', quello di Barack Obama nei confronti del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Un colloquio, quello tra i due, che chiude la parte politica della visita a Roma del Presidente degli Stati Uniti. Obama apre la giornata con l'intenso colloquio con il Papa; segue un faccia a faccia con Giorgio Napolitano (definito ancora ieri "una roccia di stabilita'" dall'ambasciata di Via Veneto) e infine, appunto, Matteo Renzi. Il quale ne approfitta per insistere su alcuni temi caldi della politica interna italiana. "Dobbiamo avere il coraggio di semplificare i mercato del lavoro, dobbiamo rendere l'Italia un Paese bellissimo in cui fare nascere idee e business", dice, "Gli Stati Uniti possono essere un modello perche' in questi anni hanno scelto percorsi ambiziosi per ricostruire l'economia del proprio Paese".

I temi bilaterali, pero', sono altri. Innanzitutto, avverte Obama, "Non possiamo avere una situazione in cui gli Usa spendono piu' del 3% del Pil per l'utodifesa, e l'Europa l'1%". Ancora piu' chiaramente: "Tutti facciano la loro parte, non soltanto per il nostro beneficio, ma perche' anche l'Europa ha le sue necessita' di autodifesa". Un commento difficilmente equivocabile a quanto detto prima dal padrone di casa italiano, e cioe' che "nel rispetto della collaborazione con i nostri partner, verificheremo i nostri budget per poter intervenire in tutto il mondo e al contempo evitare gli sprechi".

"Decisioni molti difficili", insiste Obama, attendono Renzi anche sulla questione ucraina. "Noi possiamo affrontare anche un'eventuale crisi energetica, abbiamo le risorse per farlo", replica il presidente del Consiglio, che rilanca chiedendo un "ulteriore appoggio affinche' la questione dei Maro' in India sia affrontata sul contesto internazionale".

E, alla fine, l'immancabileriferimento personalistico: "Tutti sanno che per noi il presidente Obama non e' solo il presidente degli Stati Uniti, ma e' fonte di ispirazione e un modello da emulare".

Papa Francesco ha chiesto al presidente Obama, "per le aree di conflitto, il rispetto del diritto umanitario e del diritto internazionale e una soluzione negoziale tra le parti coinvolte". Non solo: "nel contesto delle relazioni bilaterali e della collaborazione tra la Chiesa e lo Stato", Francesco e Obama, riferisce una nota vaticana, hanno affrontato "questioni di speciale rilevanza per la Chiesa nel Paese, come l'esercizio dei diritti alla liberta' religiosa, alla vita e all'obiezione di coscienza nonche' il tema della riforma migratoria". Infine, "e' stato espresso il comune impegno nello sradicamento della tratta degli esseri umani nel mondo". Contenuti che in parte dividono la linea della Casa Bianca e quella della Chiesa Cattolica. Ma che non hanno frenato oggi un flusso di simpatia reciproca tra il presidente americano Obama e Papa Francesco, che si e' comportato con la semplicita' abituale, scoppiando anche in una fragorosa risata quando per due volte, tra l'imbarazzo degli addetti al cerimoniale, e' caduto in terra un astuccio con le medaglie da lui donate al capo di Stato. Anche Obama e' stato tutt'altro che ingessato, quando ha invitato il Papa alla Casa Bianca "per visitare anche il giardino" (dal quale provenivano alcuni semi da lui donati per le Ville Pontificie di Castelgandolfo ora aperte al pubblico) e Francesco ha risposto "Come no'?".

Molto informale il presidente e' stato anche quando (probabilmente in risposta ad un'analoga richiesta di Francesco) ha chiesto preghiere per i suoi familiari ("Mi sopportano", ha detto) e ha promesso di leggere l'Evangellii Gaudium "nei momenti di frustrazione piu' forte". "Francesco - ha anche detto Obama - e' l'unica persona del mondo che ha piu' protocolli di me da rispettare". Tuttavia, dunque, al di la' dell'evidente e istintiva simpatia manifestata oggi da entrambi, tra Francesco e Obama restano differenze in questioni molto rilevanti anche perche', nel caso di alcune materie, sono in gioco principi dottrinali della Chiesa. Il presidente degli Stati Uniti era giunto in Vaticano intorno alle 10.15, accompagnato da un lungo corteo di autovetture. Ad accogliere il capo della Casa Bianca - al Cortile di San Damaso - e' stato monsignor Georg Gaenswein, prefetto della Casa pontificia, che aveva incontrato Obama anche nel 2009, ma allora nella sua qualita' di segretario di Benedetto XVI. Assieme ad Obama e' stato ricevuto in Vaticano anche il capo della diplomazia Usa, John Kerry, che nel gennaio scorso aveva incontrato il cardinale Pietro Parolin. E proprio con il segretario di Stato vaticano Obama ha avuto un colloquio dopo l'incontro con il Papa.

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