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Politica
Jobs Act, bagarre M5S in Senato. La minoranza Pd presenta un documento

"Al senato porteremo a casa il risultato oggi, nelle prossime settimane, nei prossimi mesi. Non molliamo di un centimetro e con tenacia e determinazione raggiungiamo l'obiettivo". Matteo Renzi, a margine di una visita alla squadra femminile di pallavolo ad Assago, mostra ottimismo sul voto di fiducia in corso al Senato sul jobs act. Del resto, e' vero o non e' vero che "la nostra e' la generazione di Mila e Shiro"?

Che poi - lo sappiano quelli che sono nati prima del premier, ma anche qualcuno che e' nato dopo - sono un cartone animato giapponese ambientato nel volley, in cui le schiacciate riescono sempre, ma ogni tanto si perde qualche punto per colpa di una ricezione difettosa. Ricezione difettosa, a sentire dalla parti di Palazzo Chigi, anche quella di molti giornali che oggi sono usciti con la notizia che il voto di fiducia preannunciato dal governo al Senato, sul Jobs Act, non avrebbe riguardato l'Articolo 18.

Vale a dire: il punto dirimente di tutto. A meta' mattinata ecco una precisazione ufficiosa: non hanno capito, ci sara' anche su quel punto. Nel frattempo a Palazzo Madama, dove riprende l'esame del provvedimento fra le accuse di chi denuncia tutta questa confusione, prende la parola il ministro Poletti. Tra le altre cose assicura: l'articolo 18 non e' l'alfa e l'omega della riforma del lavoro.

Non fa in tempo a chiudere la frase che dai banchi dei grillini scoppia la rivolta. Gli gridano "Andate a casa" e tutte quelle frasi che fanno parte del vocabolario della contestazione parlamentare. Poi il capogruppo dell'M5S, Vito Petrocelli, agita un foglio bianco.

Simbolo, par di capire, della delega in bianco che il governo intende farsi dare dalla camera alta con un voto di fiducia che sa parecchio di colpo di mano. Visto che si tratta di un capogruppo che non solo non tiene a bada i suoi senatori, Piero Grasso lo espelle dall'Aula. Lui non se ne va. Anzi, gli fanno presidio attorno e la seduta, nella piu' classica delle soluzioni, viene sospesa. Riprendera' alle 16, salvo complicazioni. "Protestino pure, noi andiamo avanti" fa sapere da Milano il premier. Loro ribattono: "Resistenza!". Mila e Chiro non avrebbero avuto piu' grinta.

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