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Caso Alfano, i renziani cedono. Il Pd voterà contro la sfiducia

Il Pd voterà contro la mozione di sfiducia al ministro dell’Interno Angelino Alfano. Lo ha deciso l’assemblea del gruppo Pd del senato. A favore del respingimento della mozione sono stati 80 senatori, mentre 7 sono stati gli astenuti. I renziani avevano chiesto che i democratici presentassero una propria mozione contro il ministro dell’Interno.

Con il respingimento delle mozioni di sfiducia di M5S e Sel contro il ministro Alfano, il Pd ribadira’ domani la propria fiducia al governo. “Abbiamo rabadito che il governo va avanti”, ha detto il segretario del pd Guglielmo Epifani al termine dell’assemblea del gruppo Pd al senato.

“Sono soddisfatto dell’andamento dei lavori, e’ stata una discussione seria sulle questioni di questi giorni”, ha spiegato Epifani. “Il gruppo ha deciso, praticamente all’unanimita’, che il governo deve andare avanti”, ha aggiunto. Nonostante questo, Epifani ha sottolineato che sulla vicenda Shalabayeta “ci sono ancora molte nebbie”, sollevando la questione “sicurezza” perche’, per il leader Democratico, “va affrontato il problema della riorganizzazione di una macchina che ha permesso che l’ambasciata di un Paese potesse muoversi cosi’ come voleva, ledendo i diritti di una donna e di sua figlia”. Domani, ha concluso Epifani, “voteremo la rinnovata fiducia al governo e lo faremo argomentando, con il capogruppo Zanda, il nostro voto”.

“Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, ha detto che chi non votera’ a favore di Alfano deve andarsene dal Pd”. Lo afferma dal suo blog Pippo Civati. “Forse – ironizza il parlamentare Pd – su un volo privato, con direzione Astana. Chissa’. Sapevatelo. Se alla Camera si votasse, mi espellerebbero, dunque”.

Solo tre dei tredici senatori renziani che hanno partecipato all’assemblea del Pd si sarebbero astenuti dal voto con cui il gruppo dei democratici ha deciso di respingere la mozione di sfiducia nei confronti del ministro dell’Interno Alfano per il caso Shalabayeva. Si tratterebbe dei senatori renziani Andrea Marcucci, Stefano Collina e Giuseppe Cociancich. A questi si sarebbero aggiunte le astensioni di Felice Casson, Laura Puppato, Lucrezia Ricchiuti e Walter Tocci.

Piu’ delle parole di Napolitano sembra aver pesato la prospettiva di andare al voto in Aula, ciascuno secondo il proprio orientamento. Cosi’ aveva proposto il senatore Stefano Esposito in un intervento molto applaudito in cui si e’ detto “stufo” di fare la parte dell’amico del giaguaro per senso di responsabilita’ favorendo, di fatto, “chi gioca a fare il duro e puro”.

I renziani si sarebbero inoltre trovati spiazzati di fronte all’orario fissato per il voto in assemblea fissato alle 15,15. E’ stato allora che i renziani hanno cominciato a riunirsi in piccoli gruppi all’interno della Sala Koch di Palazzo Madama per decidere il da farsi e mentre cominciavano a circolare i comunicati di Roberto Giachetti e del senatore Marcucci che alzavano di fatto il tenore dello scontro tre su tredici hanno deciso alla fine di astenersi, i restanti dieci hanno votato con la maggioranza.