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Politica
Lavoro, Renzi annuncia: meno tasse nella legge di Stabilità

"Nella legge di Stabilita' ci sara' un'ulteriore riduzione delle tasse sul lavoro. La scommessa e' quella di ridare potere d'acquisto al ceto medio". Lo ha detto Matteo Renzi a Porta a Porta. Il premier ha parlato a ruota libera: "Il nostro governo sulla corruzione ha fatto una misura ardita e all'avanguardia nel mondo. Ci consentira' di fare l'Expo e ne riparleremo a fine anno, con i risultati dell'Expo".

Su Draghi: "Le misure annunciate da lui avranno delle ricadute immediate". Aggiungendo l'auspicio che "le banche non usino quei soldi" che arriveranno dalla riduzione dei tassi di interesse "per investimenti istituzionali, senza rischiare".

"Bisogna incoraggiare il nostro sistema imprenditoriale, finanziando il rischio, aiutando un ragazzo che vuole fare impresa", ha aggiunto il presidente del Consiglio.

Per il Pil "non sono ottimista: balliamo intorno allo zero e questo non e' sufficiente per ripartire. Nel 2014 i dati non saranno buoni. L'anno prossimo cresciamo, a patto di mettere le risorse di Draghi in cose concrete come la scuola e le infrastrutture".

Quindi spiega: "Mille giorni e riportiamo l'Italia a fare l'Italia. La gente va a letto dopo aver visto il talk show arrabbiata. Dobbiamo fare in modo che la gente vada a letto rassicurata e per fare questo occorre dare prestigio all'Italia". Esprime un desiderio: "Vorrei un Paese che smettesse di cedere alla cultura del piagnisteo",

"Non ci penso un nanosecondo, nemmeno meno di un nanosecondo". Matteo Renzi risponde a Bruno Vespa che gli chiede se abbia pensato alla possibilita' di lasciare la segreteria del PD. Il premier ha poi rivolto un appello alla minoranza del partito che chiede una nuova segreteria allargata ma sulla base di una piattaforma politica: "Abbiamo tre anni per governare. Facciamola finita con le discussioni di politica interna. Occupiamoci di tematiche come la scuola, ad esempio".

"Dopo il risotto di D'Alema...". Cosi' Matteo Renzi ha dato la sua accoglienza alla comparsa di un piatto di tortellini nello studio di Porta a Porta, 'omaggio' al 'patto' siglato con i leader della sinistra europea a Bologna, patria del tortellino. Autoironico sull'incontro a Bologna con il leader della sinistra spagnola, Pedro Sanchez. "E' bellissimo e bravissimo. Hanno fatto una classifica dei cinque piu' belli presenti li' con me e io mi sono classificato sesto...".

"Spero che a Natale ci siano un po' piu' di consumi, ma noi abbiamo pensato agli 80 euro non per i consumi ma per dare un segnale che la politica sa fare altro che tagliare".

Torna sugli 80 euro in busta paga: "I leader della sinistra europea sono venuti in Italia a dire che l'Europa deve cambiare? Proprio come dicevamo noi. Se riusciamo a fare passare il messaggio che una pagina va voltata, riusciremo a fare un'Europa bellissima". E dice: "Non sono ancora in condizione di allargare la platea degli 80 euro. Puo' darsi che ce la si faccia, ma non posso metterlo per iscritto".

Fronte Pil. Il nuovo sistema di calcolo del Pil non portera' il dato italiano a un piu' uno per cento: "Ci avevo sperato, ma non sara' cosi'. Per noi, purtroppo, cambiano i decimali".

Il futuro di Cottarelli? "Gli ho detto di fare la Finanziaria con noi e poi andare al Fmi, come ha chiesto lui stesso, per motivi personali". Pensioni: "Il primo piano che Cottarelli presento' voleva tassare le pensioni sopra i 2mila euro e gli ho detto di no: non e' che dai i soldi a quelli che prendono meno di 1.500 euro e li vai a prendere a chi prende 2mila. Pensione d'oro non e' 2-3mila euro al mese, poi e' chiaro che se c'e' la pensione da 90mila euro al mese, intervieni. Il governo Letta - ha aggiunto Renzi - e' intervenuto sulle pensioni piu' alte, io credo che suscitare il panico nel mondo pensionistico per 100 milioni sarebbe un grave errore".

Quindi confessa: "Se mi riesce, il 15 settembre, per l'inizio dell'anno scolastico, voglio andare a Palermo in una scuola dedicata a padre Pino Puglisi perche' e' l'anniversario della sua morte".

Renzi parla anche degli evasori. E sulla strategia da adottare ha le idee chiare: "Per combattere l'evasione non servono le visite a sorpresa ogni giorno. Bastano le tecnologie. Con la nuova gestione dell'Agenzia delle Entrate ho chiesto di ridurre l'aspetto punitivo del controllo e aumentare quello tecnologico".

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