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Politica
Il rigoletto/ Renzi? Un Apple-dipendente. Storia dell'inventore del Twitter in diretta. Il libro

Matteo Renzi? Prima che un politico (oggi premier) è un twittatore d'eccezione. Ma come è diventato così abile con il social network amato da Obama? Lo spiega #Arrivo Arrivo, il volume scritto dai giornalisti Matteo Grandi e Roberto Tallei per i tipi di Fazi Editore.

 

In #Arrivo Arrivo. La corsa di @matteorenzi da Twitter a Palazzo Chigi, Grandi e Tallei hanno riflettuto sul percorso politico intrapreso dal premier, soffermandosi in modo particolare sulle forme di comunicazione che ha adottato. Con delle chicche davvero gustose. Come la dipendenza dai social network, quasi patologica, come rivela la prefazione di Luca Sofria: "E' stata raccontata la scelta di Renzi di consegnare a un suo collaboratore l’iPhone nei momenti in cui si voleva imporre delle pause (una specie di Ulisse con le sirene), mentre sui quotidiani uscirono articoli dedicati alla sua assenza da Twitter per oltre una settimana (articoli a cui Renzi rispose rapidamente, con un tweet)". E in effetti il suo legame anche con la tecnologia è quasi una malattia. Renzi è Apple-dipendente: "Chi lo osserva con attenzione, così come chi lo conosce bene, sa che Renzi non si separa mai dal suo MacBook Air. Che ama andare a correre con il suo inseparabile iPhone ascoltando in cuffia i discorsi di Obama in inglese scaricati da iTunes. E che non è affatto difficile vederlo armeggiare pure sul suo iPad Air", scrivono gli autori.

Chi vince tra Grillo e Renzi, su Twitter? Secondo gli autori, l'ex sindaco di Firenze. "Il linguaggio utilizzato da Matteo Renzi e Beppe Grillo appare molto diverso. Grillo è più blogger, punta a una comunicazione più articolata e più provocatoria, in cui il centro dell’universo è comunque rappresentato dal proprio blog, sia per fini propagandistici che per questioni di marketing. Renzi, in questo senso, è più vicino al linguaggio 2.0. Quando usa il social del cinguettio lo fa in modo immediato, diretto, efficace". La padronanza di Renzi non è innata, ma si è costruita man mano. "Quello che colpisce di più del successo su Twitter di Matteo Renzi è che si tratta di un successo recente, visto che soltanto un anno e mezzo fa – mentre Barack Obama veniva rieletto e batteva ogni record di condivisioni con la foto del suo abbraccio con la moglie Michelle ("Four more years") – in Italia il politico più influente su Twitter era Pier Luigi Bersani, seguito da Pier Ferdinando Casini e dall’account @ilpdl. Renzi, che aveva appena perso le primarie per la candidatura a premier, era solo quarto, mentre nella classifica dei soggetti più attivi non compariva neppure nei primi venti posti". Ma, come si sa, cambia tutto molto in fretta.

Nel volume ci sono anche chicche gustose. Come la genesi dell'hashtag #Enricostaisereno, oggi usato in modo ironico e sarcastico. "Ha una storia curiosa la genesi di #Enricostaisereno, uno dei tormentoni più celebri attribuiti a Matteo Renzi, che ha paradossalmente accompagnato, in una sorta di inesorabile de profundis, le ultime settimane del governo Letta - spiegano gli autori - Curioso perché l’hashtag in questione non è nato su Twitter (Renzi non lo ha mai twittato), ma in diretta TV (forza della convergenza digitale) alle Invasioni Barbariche: a una domanda di Daria Bignardi su quale destino attendesse il governo di Enrico Letta, visto che in molti stavano speculando sulle ambizioni governative renziane, il segretario del PD rispose che Letta non aveva nulla di cui preoccuparsi, e che anzi si poteva tranquillamente lanciare l’hashtag #Enricostaisereno. Una sollecitazione raccolta dalla rete e diventata un pozzo inesauribile di satira, ironia e battute. Era il 17 gennaio. E sappiamo bene come andò a finire un mese dopo".

Altro fenomeno interessante sono i tweet sul lavoro da parte di Renzi, fin da quando era sindaco. "E' un Renzi sempre attento a mostrare ai follower il proprio attaccamento al lavoro. Come quando si spazientisce per essere stato costretto ad aspettare i suoi assessori in Giunta: In giunta. Se non arrivano gli assessori velocemente faccio un altro rimpasto..." (scrive il 28 settembre 2011). "E quel rimpasto, al di là della battuta, qualche mese dopo ci sarà davvero. Anzi ce ne saranno due. Uno a gennaio e uno a giugno del 2012. Il secondo in seguito allo strappo con l’assessore al bilancio Claudio Fantoni. Il tutto in un momento in cui la sua popolarità (alla quale il sindaco tiene e parecchio) sembra essere in calo".

Poi c'è la "copertura" della Leopolda. "Negli interventi del primo giorno c’è una bella fetta del “cerchio magico” di Renzi. Dalla giornalista e blogger Allegra Salvadori, renziana della prima ora, all’ex sindaco di Piacenza, Roberto Reggi, altro fedelissimo di Renzi poi chiamato a ricoprire l’incarico di sottosegretario all’istruzione nel suo governo, dal giuslavorista Pietro Ichino – uno di quei personaggi dalle cui idee Matteo trae ispirazione e che è sempre tanto piaciuto al sindaco – al finanziere Davide Serra, fino a Graziano Delrio, al tempo primo cittadino di Reggio Emilia e oggi sottosegretario alla presidenza del Consiglio".

Ma Matteo Renzi riesce ad essere sempre coerente, in questa ridda di dichiarazioni piccole e grandi su Twitter? Ovviamente no, come dimostra il caso Tav. "A proposito di piccole grandi contraddizioni. Rottamare o non rottamare la TAV? Renzi su questo è evasivo, non si presta mai a una posizione netta. Un atteggiamento che stride con il suo decisionismo. Possibile che uno come lui, che sembra avere sempre una ricetta per tutto e che su questa modalità d’azione ha costruito la sua comunicazione politica, abbia posizioni così sfumate su un argomento tanto dibattuto? Nel 2010, in realtà, si era espresso nettamente contro il progetto, sostenendo che il governo stesse buttando via un miliardo che si sarebbe potuto investire sulla scuola. Il progetto TAV in questione riguardava la realizzazione di una stazione faraonica sotto il centro di Firenze. Eppure cinque anni prima, nel novembre 2005, Renzi, da presidente della Provincia, aveva organizzato a Palazzo Medici Riccardi una mostra celebrativa dal titolo “Firenze Bologna: Sotto e Sopra l’Appennino”, proprio con TAV SpA".

Al di là delle contraddizioni, Matteo è anche l'inventore di un altro fenomeno: il twitter in diretta. "#Matrix usare Twitter in trasmissione non è giusto? Rispetto questa tesi. Ma vorrei vedere voi stare seri ad ascoltare Sacconi", scrive il 2 novembre 2011.

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