Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
Matteo Renzi è salito al Quirinale. Quella del Capo dello Stato è stata una vera e propria convocazione, tanto che il premier non si aspettava un faccia a faccia con il presidente della Repubblica. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, Giorgio Napolitano non ha gradito affatto l’uscita del primo ministro contro la Troika, la Bce e l’Unione europea. “Non bisogna alimentare tensioni con i partner Ue”, avrebbe confidato il Presidente ai suoi più stretti collaboratori commentando l’uscita “fuori luogo” del leader del Partito Democratico.
Ma l’incontro, definito teso, è arrivato anche all’indomani della durissima mazzata di Moody’s sul nostro Paese: nel 2014 la crescita sarà negativa e quindi l’Italia non uscirà dalla recessione. Napolitano, che tiene moltissimo ai rapporti con le istituzioni comunitarie, ha voluto ascoltare da Renzi come intende mantenere gli impegni con Bruxelles alla luce del Pil negativo. Il rischio di sforare il 3% nel rapporto deficit-Pil starebbe spingendo il Capo dello Stato a chiedere al premier di rivedere la sua chiusura nei confronti della manovra correttiva.
“Non possiamo permetterci di litigare con l’Europa“, è il ragionamento di Napolitano. A questo punto bisogna vedere che cosa farà Renzi nelle prossime settimane, che sulle riforme costituzionali ha elogiato la “lungimiranza” del Presidente, ma sui conti pubblici potrebbe tenere il punto e ribattere al numero uno del Quirinale. Per il momento resta soltanto sullo sfondo l’ipotesi di un rimpasto (Padoan a rischio?) e quella di un rilancio delle larghe intese con un eventuale ingresso di Forza Italia nell’esecutivo.

