Andrea de Bertoldi (Lcd-Lega): “Il Grande Fratello non esiste nei Paesi liberali. Servono strumenti contro violenza e terrorismo”
“Al Pd rispondiamo che il Grande Fratello lo hanno soprattutto i comunisti nel mondo. La Cina è maestra di Grande Fratello. Non è certamente nei Paesi liberali, nei quali noi ci troviamo, che esiste il Grande Fratello per violare la libertà dei cittadini onesti”. Così, il deputato della Lega e presidente di Lcd Andrea de Bertoldi commenta ad Affaritaliani, dalla sala stampa della Camera dei deputati, la questione del giorno legata al possibile utilizzo dei sistemi di riconoscimento facciale e dei dati biometrici dei cittadini.
“Questo governo sta cercando di dare delle risposte a una sinistra antagonista sempre più violenta e pericolosa. Oggi si parla di terrorismo di piazza: se ci sono degli strumenti che permettono di prevedere possibili situazioni di tumulto e di trovare quanto prima coloro che si sono macchiati di questi reati, la politica fa bene a considerarli”, dice il deputato.
“Sono certo che questo governo, proprio perché liberale, saprà utilizzare tutti gli strumenti che ci sono a disposizione nell’ambito della normativa italiana ed europea. Non si preoccupi la sinistra: non violiamo la privacy, ma vogliamo colpire, in base alla normativa, chi delinque e distrugge le piazze. Chi esce dai centri sociali è solito spaccare banche e negozi e far del male ai cittadini, non mi pare che dalla destra sia stato mai fatto alcunché di simile”, sottolinea de Bertoldi.
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Il deputato della Lega respinge poi le critiche arrivate negli ultimi anni dalle opposizioni sulle politiche di sicurezza del centrodestra: “In questi anni la sinistra ci ha attaccato perché abbiamo fatto decreti sicurezza e limitato la libertà. Ci davano dei liberticidi e ora ci dicono che vogliamo rincorrere Vannacci. Noi prendiamo i suggerimenti di tutti e ci adeguiamo al momento”, dice.
E aggiunge: “Se la violenza, come accaduto con i No Tav, cresce, la risposta dello Stato deve essere immediata e forte e questo è nella logica dello Stato liberale”. Infine, de Bertoldi interviene sul ruolo dell’intelligenza artificiale che, dice, è senza dubbio una risorsa: “La tecnologia va utilizzata non per limitare le libertà ma per prevenire e punire a posteriori eventuali fenomeni di violenza e terrorismo che non possono appartenere al Paese”.

